Il Tirreno

Montecatini

Il pianista Roberto Cacciapaglia al Tettuccio con il concerto “Ten directions tour”

«Felice di suonare nel tempio della musica»

David Meccoli
Il maestro Roberto Cacciapaglia
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Il maestro Roberto Cacciapaglia

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 MONTECATINI. È l'ennesimo, splendido, prodotto che nasce dal pianoforte (che lui stesso paragona, per potenza e capacità di sintetizzare un'opera, al leone in una foresta).  Roberto Cacciapaglia arriva a Montecatini (martedì concerto al Tettuccio) dopo altri virtuosi della tastiera quali Allevi, Bollani ed Einaudi. Oggi è uno dei musicisti più innovativi, sostenitore di un "potere del suono" con cui, come rappresentante dell'eccellenza musicale italiana, lo scorso novembre ha inaugurato il parco Ferrari World ad Abu Dhabi. Molti sono inoltre gli spot televisivi che hanno per protagonisti suoi brani (Barilla, Fiat, Illycaffè, Levissima).  Cacciapaglia, a Montecatini porterà il suo "Ten directions tour". Da cosa nasce la scelta di questo titolo?  «Sono le 10 direzioni della cosmogonia orientale riprese dalla bussola (con lo zenit e il nadir) e rappresentano il suono che si propaga nello spazio e supera tutti gli ostacoli che gli frappone la mente. Ed è anche il terzo cd che ho inciso con la Royal Philarmonic Orchestra, che già in passato si era staccata dal classico per collaborare con artisti del calibro di Beatles, Pink Floyd o Queen. Le partiture precedenti, che suonerò a Montecatini, sono tratte da "Canone degli spazi" e "Quarto tempo", che anche dai titoli richiamano il concetto di musica come tempo e spazio».  Non sarà solo sul palco montato al Tettuccio.  «È vero, già in altre occasioni mi sono esibito in trio con Giampiero Dionigi all'hardware elettronico e con la violoncellista Silvia Longauerova. A Montecatini, per la prima volta - e dato che si tratta di un'Opera Festival - avrò al mio fianco anche il soprano Letizia Calandra».  Mai stato a Montecatini?  «È la prima volta che ci suono, ma ci sono stato in visita da ragazzino. È un luogo storico e sono felice di suonarvi e il Tettuccio rappresenta per me una sorta di tempio della musica».  La musica per lei sembra sempre volteggiare tra classicità e sperimentazione...  «I miei sono stati studi classici: sono diplomato in composizione al conservatorio. Ma poi ho collaborato con il Cnr di Pisa studiando le applicazioni del computer in campo musicale. La mia ricerca va nella direzione di un'acustica che parte dal silenzio per arrivare alle profondità dell'ascoltatore».  Ma cosa sta succedendo attorno al pianoforte? Per anni era stato relegato in un angolo e ora, oltre a lei, ci sono Allevi, Bollani ed Einaudi che riempiono le platee.  «Il piano parla, è una voce senza parole, ma al tempo stesso lascia liberi e non ci condiziona, non ci impone una sua storia o una sua immagine. E i nomi che ha fatto sono compositori interpreti, che riescono a tirar fuori tutta la forza espressiva contenuta nelle note». La prevendita del concerto è aperta da oggi al Tettuccio dalle 9 alle 12.

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