Il Tirreno

Montecatini

Arte. Il ricordo del pittore e insegnante a un anno dalla morte

Lucarelli, autentico interprete del paesaggio

Siliano Simoncini
Marcello Lucarelli al lavoro
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Marcello Lucarelli al lavoro

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 MONSUMMANO. È trascorso un anno dalla scomparsa di Marcello Lucarelli, artista fra i più significativi di quella "Generazione di mezzo" che tanto ha contribuito a qualificare l'arte della nostra città, a connotarne stile e linguaggio per un estetica tutta peculiare, consolidatasi ormai come "pistoiesità". Inoltre Marcello, le cui opere si trovano esposte anche a Villa Renatico, è stato un uomo di impagabile rettitudine, generoso e sempre in armonia con il prossimo, al punto da non averlo mai sentito pronunciare alcunché di negativo nei confronti, non soltanto degli altri artisti (cosa veramente rara!), ma anche nei confronti di chiunque. Marcello era un dono, uno di quei doni che la natura dissemina sulla terra perché gli esseri che ne fanno parte dispensino il bene, la serenità, il candore, come strumenti consolatori, come custodi incorruttibili.  Marcello era un pittore genuino, un artista consapevole del ruolo e della funzione indispensabile che l'arte ha sempre avuto da quando l'uomo, con il colore, lasciò l'impronta della sua mano sulla roccia delle grotte. Marcello, per questo, sapeva pure come il linguaggio dell'arte sia destinato a evolversi continuamente, nel bene e nel male, come tutto ciò che è nel fluire della storia e quindi, pur seguendo sul piano culturale le vicissitudini sperimentali o innovative dell'arte del '900 e di quella contemporanea, egli ha sempre seguito la sua "natura" non cedendo alle lusinghe del nuovo per il nuovo, ma assecondando quanto il suo animo gli dettava. E così, dipingendo il paesaggio, ha saputo restituirne l'immagine arcaica ed eroica incastonando, tramite le forme e i colori, il tempo in cui l'uomo rispettava il creato e si adeguava ai ritmi delle stagioni e al beneficio che la terra lavorata poteva procurargli.  Marcello è stato un insegnante che ha dispensato cultura, competenze e calore umano, senza risparmiarsi.  Dunque una perdita, quella di Marcello Lucarelli, che ci ha lasciati sgomenti lo scorso anno ma oggi, serenamente, superato il trauma della sua morte, ci permette di tracciare, dell'artista e dell'uomo, un profilo ancora più preciso e rappresentativo. In effetti, acquietato il dolore, la consapevolezza e la riflessione inducono a dare, del contributo di Marcello, una testimonianza storica decisamente più aderente alla volontà di ricordarlo come uno dei pochi che ha lasciato sì un segno importante nella cultura artistica pistoiese ma, va ribadito, la sua opera potrà consentire agli studiosi a venire di prendere atto quanto l'implicito portato pittorico, riferito alla rappresentazione del paesaggio nel '900, sia stato un frutto generoso nel panorama dell'arte italiana del tempo che Marcello ha vissuto. Inseme alla moglie Teresa, ai figli Gabriella e Roberto, alla nipote Giulia e al genero Tiziano, lo ricordano i moltissimi amici che gli hanno voluto bene.

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