Finanza
Euforia di note e salone parrocchiale strapieno per ricordare la giovane uccisa nel 2000
Giulia e quel tocco di magia musicale
Lorenzo Mei
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Una delle corali che si è esibita nel decennale della morte di Giulia Iori 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Ci sono serate in cui sul palco, quando ci si ritrova per un concerto, cala un'atmosfera di pura magia. A volte la musica riesce a trasmettere perfettamente quello che gli strumentisti vogliono esprimere, coinvolgendo - in modo magico, appunto - il pubblico. Deve essere successo più o meno questo per la serata dedicata a Giulia Iori, se il salone della parrocchia San Francesco è rimasto strapieno dalle 19,30 a mezzanotte, ospitando più di trecento persone nel corso della "maratona", e se l'entusiasmo è cresciuto con il passare delle ore. Una quarantina di musicisti, trentacinque brani eseguiti uno dopo l'altro, alternando poderose esecuzioni "rocchettare" e brani più intimi suonati con grande passione. Si faceva fatica a seguire i continui cambi di formazione sul palco: dalle classiche rock band alle corali, dai pezzi eseguiti in trio a uno splendido assolo di liuto arabo. Particolarmente toccante è stata anche la proiezione di diapositive sulla vita di Giulia e sul suo rapporto con la musica: immagini raccolte negli ultimi mesi dagli organizzatori grazie al contributo di molte persone che hanno prestato le foto gelosamente custodite. Il concerto è stato il primo passo di un progetto intitolato "In the name of love", che si propone di ricordare Giulia Iori, la giovane caduta vittima di un omicidio dieci anni fa, con una serie di iniziative che prenderanno forma nei prossimi mesi. Intanto è attivo, e frequentatissimo, il blog www.inthenameoflove.it. E non a caso la performance si è chiusa in modo trionfale con tutti i musicisti sul palco a cantare "Pride (in the name of love)" degli U2. Mercoledì sera c'era un filo invisibile a tenere uniti coloro che hanno imbracciato uno strumento o si sono messi davanti al microfono: tutti erano legati a Giulia, per affetto personale, per amicizia, per aver partecipato ai corsi di musica che organizzava all'oratorio Murialdo, o perché erano stati su un palco insieme a lei, che era innamorata della musica e suonava praticamente di tutto, dalla chitarra alla batteria, dal pianoforte al violino. Alla fine il concerto è riuscito talmente bene che sembrava di vederla sotto il palco, a dirigere. E forse la magia era proprio opera sua.
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