Il dolore
MEDICINA DESTATE
Ulcere della pelle, meglio evitare il sole
Gian Ugo Berti
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Sono 150 mila circa le persone che, in Toscana, presentano ulcere croniche a carico della pelle, specie alle gambe. Vuoi per il diabete (20 mila, con il 50% destinato all'amputazione del piede), vuoi per insufficienza vascolare, per esiti di traumi od ustioni e quelle da decubito legate alle lunghe degenze. Situazioni invalidanti nella metà dei casi. È il vuoto organizzativo la parte delicata di questo settore, si è detto a Roma alla presentazione del congresso nazionale di Catania dell'Aiuc (Associazione Italiana Ulcere Cutanee). «Manca cioè un osservatorio nazionale in grado di omogeneizzare i dati e le forme d'intervento» ha detto Franco Petrella. Mentre un paziente su tre trova assistenza solo nell'ambito familiare. Che fare? Scegliere col medico, nei limiti del possibile trattandosi di anziani e non di rado soli, il tipo d'alimentazione ricca di proteine, fibre e frutta, controllando la giusta quantità di liquidi. Lavare spesso la parte con acqua tiepida, usare apposite creme per ripristinare la pellicola che protegge dalla disidratazione. Evitare prolungate esposizioni al sole. Nelle situazioni praticabili, favorire il tono muscolare, la circolazione vascolare e lo stato di benessere con ginnastica dolce e camminata. Evitare che la persona rimanga isolata nell'ambito individuale perché aggraverebbe la condizione di cronicità. La ferita deve essere vista dal medico mediamente ogni settimana e consulto specialistico, se non emergessero progressi, nell'arco d'un mese. Fra i presidi preventivi, cuscino antidecubito nella posizione seduta prolungata, materasso antidecubito per il paziente allettato. Calze elastiche durante il giorno davanti a pelle secca, scura e sottile, scarpe apposite per i danni ai nervi. Identificare la malattia di base al più presto ed iniziare la cura idonea per controllarla.
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