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Esce lultimo libro di Giuseppe Cantavenere Il giudice, lavvocato e il berretto a sonagli
Quando la giustizia non sempre è giusta
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Lavvocato Giuseppe Cantavenere 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. È suggestivo il titolo del nuovo libro di Giuseppe Cantavenere, scrittore e avvocato, "Il giudice, l'avvocato e il berretto a sonagli ovvero ingiustizia è fatta" (Salvatore Sciascia Editore pag. 160-14 euro). È di grande interesse il contenuto, che con stile asciutto racconta i casi di un avvocato che rivelano impegno civile e aspirazione ad una giustizia meno elefantiaca e giusta. Cantavenere è autore di altri libri, "La morte gentile" finalista al premio Castiglioncello, "Il bambino nell'azzurro" e "Rosa Balistreri", la preziosa biografia della grande cantatrice del Sud, un libro dalla parte degli oppressi, esaurito da tempo, portato sulle scene di Parigi e Avignone e in Italia al Quirino di Roma e a Partinico dalla Compagnia Sangue Giusto. La nota di copertina che ci piace qui riportare è di Matteo Collura, autore di libri notevoli di narrativa e saggistica, come "Il maestro di Regalpetra", la più completa biografia umana e letteraria di Leonardo Sciascia. Si legge: «In queste pagine di Giuseppe Cantavenere rivive il prezioso libretto che Gide dedicò ad un processo in Corte d'Assise; pagine come distillato di una testimonianza civile oltre che di lunga esperienza professionale. L'autore è avvocato, ed è siciliano: vale a dire nato in una terra dove il solo sentire pronunciare la parola giustizia provoca allarme, perché la vita costringe ad un gioco delle parti spietato, in cui a trionfare, anche nei tribunali, non sempre è il più debole. Lo sa il patrocinante in Cassazione Cantavenere, e ancor di più lo scrittore. I casi narrati in questo libro sono esemplari di un'epoca, la nostra, ma soprattutto di una comunità da sempre parte avversa di uno Stato ostaggio degli eterni don Rodrigo e Azzeccagarbugli e degli altrettanto intramontabili don Abbondio; figure tipiche di un teatro nazionale che in ambito giudiziario si fa perfetta metafora della vita. Racconti dal vero, questi di Cantavenere, in cui anche gli extracomunitari ben presto imparano ad essere, pirandellianamente, uno nessuno e centomila, o a mettersi in testa il berretto a sonagli». Un libro destinato a suscitare interesse "Il giudice, l'avvocato e il berretto a sonagli", che fa entrare il lettore nel mondo della giustizia, in cui si condensano il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà dell'autore.
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