Sicurezza
L'importanza dei gorili nella storia di Pescia
All'istituto Anzilotti un convegno tra architettura ed economia
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PESCIA. Gorili, questi sconosciuti. Se n'è parlato in un convegno all'agrario "Anzilotti", promosso dall'istie dal Consorzio del Padule. Il seminario, infatti, rientrava nelle manifestazioni della settimana della bonifica. Ad aprire i lavori è stata la preside dell'istituto Siriana Becattini insieme al presidente del Consorzio Gino Biondi, che ha ricordato il rapporto stretto che lega l'ente alla scuola pesciatina. Biondi ha anche sottolineato la recente collaborazione con la Fondazione Collodi per lo studio di un progetto per la realizzazione di una sorta di fontana interattiva da collocare all'interno del parco, in cui i ragazzi saltando da una piattaformna all'altra possono creare dei getti d'acqua. Tornando al convegno c'è da dire che i gorili a Pescia hanno sempre avuto un'importanza fondamentale nello sviluppo dell'economia cittadina, sia da un punto di vista agricolo che industriale. «Può sembrare un aspetto marginale quello dei gorili - ha detto Mariella Zoppi della facoltà di architettura di Firenze - ma in realtà hanno sempre avuto un ruolo importante per la città». L'origine dei gorili, come ha ricordato il direttore generale del Consorzio Franco Fambrini, risale adirittura alla fine del 1300 e servivano per i vari opifici, di seta, pelli e carta: «Attualmente - ha detto Fambrini - la rete dei gorili esistenti nel territorio comunale è di 21 chilometri - ma il censimento esatto è difficile. In quanto molti di essi sono ormai in disuso e sono interrati. In alcuni casi passano sotto abitazioni o strade. E questo crea problemi di carattere idraulico e di manutenzione. Manutenzione che da un punto di vista legislativo spetterebbe ai titolari della concessione, ma in molti casi un vero e proprio titolare non c'è. Così in passato il Consorzio ha cercato di risolvere il problema creando degli interventi a "pettine", in modo che i gorili in disuso andassero a sfociare nella Pescia, così da limitarne gli effetti negativi». Tra gli intervenuti anche Claudia Massi della facoltà di architettura e Cesare Bocci dell'istituto agrario.
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