Lutto
Chiudi gli occhi e pensa il titolo del libro pubblicato dal monsummanese Mauro Capini
Una raccolta di versi per il vigile poeta
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MONSUMMANO. Una bella sorpresa la si vivrebbe volentieri anche molte volte, ed è veramente una sorpresa piacevole quella di poter leggere e rileggere le liriche di Mauro Capini. Già comandante dei vigili urbani, attivista sindacale, amico di molti, ma cortese e disponibile con tutti, Mauro Capini è anche conosciuto per la sua attività di poeta. Proprio per rispettare questa veste intimista e meno nota ecco che è stato da poco pubblicato il suo ultimo volume "Chiudi gli occhi e pensa". Il protagonista di tutta la raccolta è "Amore" inteso come un moto che spinge l'uomo a cercare serenità, felicità attraverso una costante introspezione che vaga e ondeggia, scorre e si sofferma, passo a passo, dalla parola al verso, dalla lirica al gesto. «L'arte, la poesia, la musica spesso sono nomi qualunque riportati a margine...di una pagina spenta»: il ruolo del poeta, quindi, è quello di comprendere e spiegare come possa nascere una forza, un inspiegabile vigore anche da una severa tristezza, ricordo di un profondo dolore, virilmente superato e sopportato, ma sempre presente quale segno indelebile delle tracce d'Amore. «Amico mio, ritorna, vieni con me, non essere incapace di muoverti, di pensare, non crearti un piccolo spazio solo per te, dalle luci vibranti non farti ingannare, scambia le tue idee con chi ti è vicino, stai in compagnia, l'amicizia non è finita...»: i sentimenti che perdurano nel tempo, che sono il tempo e le cose, sentimenti da vivere nella semplicità conviviale di una fiducia nell'uomo e nella sua buona fede, sentimenti che l'artista trova solo chiudendo gli occhi. Una poesia di immagini e versi quella di Mauro Capini, una lirica che dipinge quadri in cui si intrecciano complicate avventure "d'Amore", avventure umane che si consumano nel quotidiano colorandolo di affreschi e raffinate analisi sull'animo dell'innamorato, scandagliando, sillaba a sillaba l'umano essere del "qui ed ora". Così, tuttavia, questo cammino con le sue innumerevoli soste non può esimersi da toccare l'aspetto del sogno già "colpevolmente" nominato nel titolo della raccolta "Chiudi gli occhi" e il processo onirico si dirige verso la speranza in un mondo migliore. Una raccolta che sposa teoria de "l'Amore" di Giovanni Boccaccio, passa per Gibran, ma non dimentica la lezione fondamentale del crepuscolarismo italiano «la poesia deve toccare le corde dell'anima e tutto il cuore far in un solo palpito sobbalzare». E quindi è al cuore del lettore alla capacita evocativa delle sue immagini che punta dritto, con la sua lirica, Mauro Capini.
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