MONTECATINI. Babbo Natale non porta regali ai negozi del centro: su questo fatto concordano i commercianti. Nonostante vi sia un grande afflusso di famiglie che passeggiano per la città attratti dalle Città del Natale, gli incassi dei negozi, in special modo quelli dell'abbigliamento, non hanno riscontrato grossi scostamenti delle entrate rispetto all’anno scorso. Dopo le attrazioni per i figli, infatti, i turisti non sembrano avere energie per lanciarsi in uno shopping cittadino, mentre molti abitué della domenica sembrano preferire altre mète. Inoltre, le compere dei regali natalizi non sono ancora entrate nel vivo.
«Qualcosa si sta muovendo – dichiarato Lorella Lunghi di Glamour – sicuramente tutto questo via vai di persone è positivo ed il clima di festa è tangibile. La città è piena, quindi perché non essere positivi?». Per Danila Vezzani «ben vengano queste manifestazioni che rendono viva Montecatini. Purtroppo però non abbiamo riscontrato un pari aumento del lavoro e lo shopping natalizio è molto sotto tono e in ritardo rispetto al passato». Sulla stessa linea Carlo Gabadoni di Idea Bimbi: «La presenza di turisti è innegabile però forse l'orientamento è concentrato più sui giochi che non sullo shopping. Detto ciò Montecatini è accogliente e questo evento sta portando qualche beneficio. Inzia comunque adesso l'interesse per futuri acquisti, i clienti entrano e chiedono».
In Corso Roma la situazione èsimile. «Tanta gente – sottolinea Gioia Tintorini di Belmonte – nei negozi però non spende. I genitori girano con i figli e non comprano, esausti dai giochi e probabilmente senza più voglia di spendere ulteriormente». «Effettivamente – aggiunge Antonella Pieraccini di Pieraccini electronic center –la domenica notiamo maggior movimento. Ad oggi la corsa al regalo non è ancora entrata nel vivo, ogni anno parte sempre più tardi». Ed ancora: «L'inziativa e il successo che ha avuto sono fantastici, ma le vendite sono sotto la media e poi noi di corso Roma siamo pure al buio per un guasto ai lampioni».
Non mancano infine neppure le critiche: «Non abbiamo bisogno di un turismo di quantità, ma di qualità – afferma Andrea Bonvicini – le Terme sono state snaturate dalla loro vocazione. Quando ho visto la pubblicità pensavo fosse uno scherzo, visto che sarebbe stato più oppurtuno un villaggio termale che non di Babbo Natale. Il core business termale è stato trascurato e la città turisticamente è morta. Dopo il 6 gennaio cosa ci sarà in programma? ».