La guida
Carrarese, scricchiola la panchina di Cioffi: decisiva la sosta. I (possibili) nomi in pole
Momento delicato in casa azzurri dopo le prime cinque giornate di campionato: marmiferi ultimi a un punto in classifica, due gol segnati e sei quelli subiti
CARRARA. Momento difficile per la Carrarese. Gli azzurri dopo cinque giornate si ritrovano ultimi in classifica con un solo punto, conquistato alla seconda di campionato in casa dell'Ascoli.
Pesano le quattro sconfitte contro Mantova, Empoli, Catanzaro e Benevento. I gol segnati sono solamente due, contro i sei subiti. Numeri purtroppo negativi.
La Carrarese arriva così alla sosta della Serie B col morale sotto i tacchi. Il campionato riprenderà l'11 ottobre con la trasferta di Padova, contro l'ex Calabro. La panchina del suo successore Gabriele Cioffi comincia a scricchiolare, anche se il tecnico ha dichiarato di sentire ancora la fiducia della società.
Nessuna novità sostanziale, ma ci sono valutazioni in corso da parte della proprietà in merito al destino dell'allenatore. Al momento sembra prevalere la linea della continuità: dare fiducia al tecnico fiorentino e permettergli di sfruttare la sosta del campionato, per ripresentarsi al via con una rosa finalmente al completo e in forma. Esiste però anche la possibilità di un ribaltone in panchina con Roberto Breda e Fabrizio Castori candidati.
Le parole di Cioffi
Tornando alla conferenza stampa post partita di Cioffi, è stato chiesto al tecnico quanto manchi all'attuale Carrarese per arrivare a quella che lui hai in mente.
«Vorrei dire che non ho capito la domanda e la rigiro: secondo voi quanto manca?», ha risposto Cioffi, al quale è stato replicato: «Non faccio l'allenatore, lo fa lei e non so lei che gioco può avere in testa».
Cioffi ha poi ripreso: «A mancare adesso sono i risultati, che è la cosa principale per cui tu mi fai la domanda. Chi ha visto le partite probabilmente avrà anche visto una crescita continua della squadra, da Mantova a oggi. Io credo che il blackout vero e proprio sia stato con l'Empoli. Per il resto alla mia Carrarese manca il gol. Manca una coordinazione offensiva, una calma offensiva che ci permetta di respirare, ma dalla prima partita ad oggi credo ci sia stato un incremento del 70%. Quindi non mi piace parlare di tempo, perché giustamente nessuno vuole sentire parlare di tempo. Io non ne parlo nemmeno ai ragazzi. L'unica cosa a cui mi posso aggrappare adesso è il lavoro. Credo che la cosa più facile sia organizzare una squadra a livello difensivo. Dargli un'anima, un'identità di gioco, perché di questo si parla. È un processo lungo, ma in queste cinque settimane io questo processo l'ho visto».
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