Gioco
Lorenzo Musetti, il padre rivela: «Vi spiego perché ha conquistato il bronzo e il “segreto” della maglia azzurra»
La famiglia del tennista di Carrara racconta come ha vissuto la cavalcata olimpica fino alla conquista della medaglia
CARRARA. Tanto orgoglio, ma coi piedi ben piantati a terra e tenendo alti i valori dello sport. È lo stato d’animo di Francesco Musetti, papà (anzi, “babbo”) della medaglia di bronzo Lorenzo Musetti. Un traguardo sperato, anche se a volte i sogni è bene farli con la consapevolezza che sono difficili da realizzare. Lorenzo però ce l’ha fatta: porterà in Italia e a Carrara una medaglia, che di fatto lo colloca per sempre sull’Olimpo dei grandi dello sport. Ma come ha vissuto questo periodo olimpico il padre del tennista? Lo racconta nella mattina di domenica 4 agosto verso le 9.30, mentre si accingeva a scendere in campo a sua volta, per una partita di tennis prima che le temperature salissero troppo. «Solo 24 ore dopo il successo di Lorenzo abbiamo realizzato ancora meglio cosa è accaduto – esordisce Francesco Musetti –. È tutta la settimana che soffriamo. Sono cose piacevoli, per carità. Ma c’è dietro anche tanta tensione. Ne parlavo anche con mia moglie Sabrina e ci sentiamo stremati, dalle emozioni vissute. Quando guardiamo qualsiasi partita di Lorenzo la tensione è inevitabile, figuriamoci in un’Olimpiade».
Un sogno che si avvera
Il giorno dopo però le tensioni si allentano e si tocca con mano la realtà. «È un sogno che si avvera – ha proseguito Musetti senior – Quando è andato a Parigi, abbiamo visto il grande sacrificio che ha fatto Lorenzo. Si allenava a petto nudo fin dalle prime ore del mattino, dal gran caldo. Di energie, in quelle circostanze, se ne sprecano molte. È vero che sono giovani e sono atleti, ma le condizioni del clima spesso incidono sul rendimento. E talvolta, in certe situazioni, si può anche arrivare anche a non essere molto fiduciosi».
Orgoglio italiano
La famiglia e gli amici, infatti, temevano una sconfitta contro il tennista francese Monfils, ma il campo ha dato un verdetto ben diverso, che poi ha portato il ragazzo di Carrara a conquistare una medaglia olimpica. «La speranza è sempre quella che possa vincere, ovviamente – ha specificato Francesco Musetti – ma se avesse perso la prima partita non ci saremmo stupiti. Invece poi ha fatto tutto questo percorso e ci tengo a sottolineare una cosa: l’importanza che per Lorenzo ha l’idea di indossare la maglia azzurra. Per come conosco mio figlio, con cui parlo regolarmente, quando veste i colori azzurri si trasforma. Fin da bambino era così, con quei colori: ha disputato gli Juniores e giocato con la Nazionale Under 12 e poi Under 14; e già allora, quando metteva la maglia della Nazionale, rendeva di più che nei tornei privati. Quei colori gli danno qualcosa in più. È attaccato all’azzurro in modo totale. Quando si batte lo scudetto che ha sul cuore non è un artifizio o un gesto impostato. È una cosa che sente davvero. È piazzato proprio bene, come posizione, quello scudetto lì: proprio all’altezza del suo cuore».
«Abbiamo pianto»
Quali sensazioni avete provato nel momento della vittoria? «Abbiamo pianto – racconta il padre di Lorenzo – In certi momenti ti emozioni, perché sai quanto ci tiene lui a quello che sta succedendo. Siamo orgogliosissimi di Lorenzo». Un percorso fatto anche di maturità. «Lorenzo negli ultimi tempi è cambiato tanto – ha aggiunto Francesco Musetti – Sta diventando un bel giocatore. È più calmo e tranquillo. Forse contro Djokovic è stato più nervoso, ma siamo comunque fieri del percorso che sta facendo». Un percorso di crescita che oggi consolida ancora di più il campione di Carrara come una star mondiale, capace però di tenere fermi alcuni punti fondamentali, come il rispetto dell’avversario e i valori dello sport. E ora la città intera è pronta ad abbracciarlo, come anticipato anche la sindaca Serena Arrighi, che presto vorrà incontrarlo di persona e magari organizzare per l’atleta un’onorificenza cittadina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
