La manifestazione
«Allo stadio al più presto»
Il presidente della Carrarese: «Fondamentale tornare a giocare in casa nostra. Il mio personale derby con la Samp? Tornare a Marassi sarà un’emozione...»
CARRARA. Dalle emozioni della promozione agli impegni in vista di una Serie B inseguita per 76 anni. Il presidente Fabio Oppicelli, alla Carrarese dal 2008 al 2012 e poi dal 2017 ad oggi, fa il punto della situazione in casa azzurra, alla vigilia dell'inizio della nuova stagione sportiva.
Come ha vissuto alla guida della Carrarese questo momento di grande euforia?
«Ormai ho fatto tanti campionati da presidente della Carrarese e ne ho viste di tutti i colori, nel bene e nel male. Come fu bruttissima la retrocessione (in serie D nella stagione 2009-2010, poi la Carrarese fu riammessa in Lega Pro), fu bella la promozione dalla C2 alla C1 (2010-2011). Però sia per il clima in città, sia per la storicità dell'evento, ti rendi conto che questo ritorno in Serie B assume un'importanza nettamente diversa da tutto il resto. Ci attende un salto importante di categoria e credo che, oltre ad adeguarci sotto l'aspetto sportivo, dovremo cercare di fare un salto di qualità a 360 gradi, per essere all'altezza di un campionato importante come la Serie B. Andremo a giocare in un'altra dimensione. Siamo curiosi di andarci a confrontare in questi palcoscenici. Siamo contenti in primis per la società e la proprietà, gli sforzi fatti in tutti questi anni e per la città, per i nostri tifosi. Cercheremo di essere competitivi. Questo non vuol dire fare sogni di fantasia, ma cercare di uscire da ogni campo con lo spirito che abbiamo mostrato nel girone di ritorno».
Fra i primi problemi da affrontare c’è sicuramente quello dello stadio...
«Chiaramente sarà fondamentale riuscire a giocare il prima possibile sul nostro campo, sia per un'abitudine al sintetico, sia per il clima dello stadio dei Marmi. Non finiremo mai di ringraziare Pisa che ci ospiterà sul suo campo, ma ci auguriamo di tornare il prima possibile a casa nostra».
I lavori da fare allo stadio sono tanti.
«Si, sono tanti, così come le complicanze, ma c'è la buona volontà da parte di tutti, a cominciare dalle autorità comunali e dalla nostra società, per accelerare il più possibile questo percorso. Non sarà semplice, ma è una cosa che andrà affrontata nei migliori dei modi possibile».
Potendo portarsi dietro un'immagine o un episodio della stagione, cosa sceglierebbe?
«Chiaramente la finale di ritorno playoff, che grazie al sorteggio abbiamo avuto la possibilità di giocare allo stadio dei Marmi. Sarebbe stata comunque una festa, ma festeggiare la promozione in casa d'altri, non sarebbe stato così bello. Nel giorno della partita in città si respirava un clima che non avevamo mai vissuto e visto».
Lei è grande tifoso del Genoa, come sarà vivere Sampdoria-Carrarese?
«Sarà difficile. Se facciamo qualche passo indietro, per noi era un evento fare un'amichevole con la Samp a Carrara (nel 2008, quando tra i blucerchiati scese in campo Antonio Cassano, al rientro dopo un infortunio, ndr). A quei tempi eravamo uno sparring partner e oggi possiamo pensare di giocare contro la Sampdoria in campionato. Sarà un'emozione tornare a Marassi, dove sono stato sia da tifoso, che da dirigente (del Genoa, ndr), e siamo consapevoli che sarà una partita ad altissima difficoltà, come tante altre che ci attendono, ma il bello è andarle a giocare».
Non ci sarà soltanto la Samp, naturalmente...
« Affronteremo tante piazze importantissime, ma noi dovremo essere bravi a strappare punti in quei campi difficili. Ogni anno in Serie B tra playoff e playout ci sono mediamente solo 6-8 punti di differenza e anche i punti strappati su campi difficili alla lunga fanno classifica».
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