Il Tirreno

L’intervista

Sogno Carrarese, Silvio Baldini: «Vi spiego come si affrontano queste partite». L’esempio dell’Antica Roma

di Luca Barbieri

	Silvio Baldini
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Silvio Baldini

L’ex tecnico: «Non verrò allo stadio, ci saranno però i miei figli»

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CARRARA. Nel suo passato ci sono entrambe le squadre: Carrarese e Vicenza, di cui è stato allenatore. Certo, quasi inutile dire che una delle due riveste un’importanza decisamente diversa. Non sono soltanto i numeri, le stagioni sulla panchina della Carrarese – a metà anni Novanta e poi dal 2017-2018 fino al 2021 – che suggeriscono il giallo-azzurro per mister Silvio Baldini che nel 2011 – con Lele Adani come secondo in panchina – è stato allenatore anche del Vicenza. Baldini che, proprio con la Carrarese nell’estate 2017, aveva ripreso ad allenare dopo l’ultima esperienza a Vicenza. Un doppio ex, dunque, con i colori dei marmiferi nel cuore: «Certo, continuo a seguire la Carrarese. Poi i miei figli vanno sempre allo stadio, anche in trasferta», fa notare il trainer apuano.

Poi si passa al campo: «Ho visto la partita d’andata della finale playoff e la Carrarese meritava qualcosa in più. L’allenatore è stato bravo a trasmettere la sua idea di gioco e la squadra ha risposto con intensità e aggressività in campo, non facendo giocare gli avversari, fin dal primo minuto. L’approccio è stato quello giusto», commenta il tecnico apuano che ha sfiorato la Serie B con la Carrarese (con la semifinale playoff di Bari nel 2020, ricordiamo) e, rimanendo negli ultimi anni, è riuscito a raggiungere la cadetteria proprio tramite gli spareggi con il Palermo, nel 2022, prima delle esperienze a Perugia e Crotone.

Quindi la domanda d’obbligo: come s’affrontano partite del genere? «Alle mie squadre – racconta Baldini – ho sempre cercato di trasmettere un concetto: non basta soltanto essere più forti, a livello tecnico, ma bisogna crederci. Se ne sei convinto, lo diventi. Non devi essere bloccato dalla paura di non farcela. E spesso negli spogliatoi porto l’esempio dell’Antica Roma, quando ai gladiatori nell’arena dicevano di non pensare alla morte, ma alla gloria e all’onore. La Carrarese, secondo me, ha buonissime possibilità di veder concretizzato il sogno: è entrata in campo con convinzione e con la giusta mentalità». E rivela: «Un mese fa a un amico avevo detto che le squadre più forti di questi playoff erano Carrarese e Vicenza. Un pronostico rispettato, direi».

E conclude: «La gioia più bella sarà condividere queste emozioni con i miei figli, con i tanti amici di Carrara, con la città, però non verrò allo stadio. Chi mi vede, mi identificherebbe come l’ex allenatore: il calcio, si sa, è un mondo particolare e la mia presenza potrebbe essere letta in modi che non mi appartengono, così, per non prestare il fianco a ragionamenti di un certo tipo, a polemiche inutili, eviterò. Non voglio che si percepisca l’idea che si vuol salire sul carro del vincitore: è ovvio che mi sarebbe piaciuto festeggiare allo stadio con i miei amici, ma aspetterò che finisca la partita».

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