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Playoff

Carrara, Calabro non vuole lasciare la festa: «Siamo ancora la mina vagante»

di Luca Santoni
Un'immagine del match di andata
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Un'immagine del match di andata

Parla il mister degli azzurri alla vigilia della semifinale contro il Benevento

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CARRARA. «Siamo al tavolo del gran galà e vogliamo rimanerci». In vista della super sfida di Benevento di domani, valevole per la semifinale di ritorno playoff (ore 21), il tecnico Antonio Calabro scalda il motore della sua Carrarese. «Riguardo al comportamento e all'atteggiamento in campo delle due squadre non mi aspetto grandi cambi rispetto alla gara di Carrara», spiega l'allenatore degli apuani. «La nostra prestazione deve essere considerata al di là del risultato, perché siamo riusciti a disputare una gara importante di fronte ad una squadra di valore non solo per gli undici scesi in campo, ma anche per coloro che sono subentrati. Tutto ciò fornisce la dimensione di quanto la squadra stia facendo in questo percorso portato avanti finora».

In questi giorni la Carrarese sta ricevendo complimenti dagli osservatori e viene considerata la vera rivelazione dei playoff.

«Il nostro gruppo è sereno e concentrato sull'obbiettivo. Noi ci sentiamo come se ci fossimo intrufolati senza invito in una cena di gala, dove partecipano le squadre più forti. Abbiamo il piacere di esserci, di fare la nostra figura e di continuare a essere la mina vagante».

Visto il clima ambientale che troverete a Beneventoc'è da temere una arbitraggio poco sereno?

«Al di là degli ambienti, delle piazze e dei campi gli arbitraggi di questi playoff sono stati buoni. Potrebbero essere aiutati ancor di più dal Var, visto che c'è. Nella gara d'andata col Benevento ci sono state sanzioni non attuate nei confronti di falli commessi dagli avversari. In questi casi, secondo me, il Var poteva aiutare. Mi sono accorto, però, che il Var viene utilizzato solo per situazioni estreme e lascia arbitrare tranquillamente i direttori di gara. Non penso comunque che ci saranno problemi, perché gli arbitri che arrivano a questi livelli hanno voglia di fare bene e fare bella figura. La professionalità dei calciatori e quella degli arbitri, che negli ultimi anni è aumentata moltissimo, farà sì che ognuno punterà a fare la partita perfetta».

Sarà una partita difficile da preparare più a livello tattico o psicologico?

«Non ho difficoltà con questi ragazzi, perché sono molto concentrati. A livello psicologico, li vedo sereni e convinti di quello che stanno facendo e possono fare. A livello tattico, sono pronti ad affrontare qualsiasi soluzione della squadra avversaria e qualsiasi lettura della partita in corsa. Sono tutte partite difficili e la squadra deve essere brava a leggere i momenti dei 90 minuti, sapendo che noi abbiamo caratteristiche che non sconvolgeremo».

Nell'andata avete messo in difficoltà il Benevento, interpretando una partita di corsa, pressing e grande intensità. Non a caso i maggiori pericoli creati dai gioallorossi sono coincisi con un vostro calo, specialmente sulle fasce, avvenuto nella seconda parte del primo tempo. Anche nel ritorno imposterete la vostra gara su questi temi?

«Abbiamo queste caratteristiche che portiamo avanti da tempo ormai. Se siamo seduti al tavolo del gran gala, è perché mettiamo in campo la nostra intensità, oltre all'organizzazione e le doti tecniche dei ragazzi. Ovviamente, per affrontare i nomi e le qualità della rosa del Benevento, dobbiamo metterci sempre la giusta intensità fisica e mentale. Se abbassiamo questa prerogativa, viene fuori la qualità degli avversari, a prescindere che si chiamino Benevento o Juventus, e questo noi non possiamo permettercelo».

Quali sono le condizioni dell’attaccante Capello?

«Rispetto all'andata, domenica saranno passati cinque giorni e in questo momento per noi anche cinque giorni sono importanti. Se prima Capello stava al 10%, ora sta al 50-60%. Ogni percentuale in più che ci ritroveremo, sarà utile alla squadra, per portare a casa il risultato, sapendo che possiamo contare anche su altri giocatori».
 

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