Gioco
Capezzi: dobbiamo lavorare sui gol subiti in extremis
Carrarese, il centrocampista analizza il momento della squadra
CARRARA. «Ad Ancona era successo qualcosa di simile. Significa che occorre lavorare, per azzerare questi inconvenienti, visto che siamo anche una squadra esperta».
Leonardo Capezzi ritorna sul pareggio di Pescara, che nelle modalità ricorda parecchio il 2-2 di Ancona. In entrambi i casa gli azzurri erano passati in vantaggio, per poi subire nel finale la rimonta avversaria. «A Pescara – continua il centrocampista dai canali ufficiali di piazza Vittorio Veneto - la squadra ha mostrato grande piglio e determinazione nell'affrontare una sfida delicata. Infatti, abbiamo subito indirizzato la gara alla prima azione di gioco senza, tuttavia, chiudere la partita. Nel primo tempo abbiamo avuto palle gol enormi non sfruttate. Nella ripresa è come se ci fosse stata un'altra partita. Ci siamo abbassati e, più lontani dalla porta, abbiamo costruito molto meno che nei primi quarantacinque minuti. Al novantaduesimo era stato raggiunto un nuovo vantaggio anche per tenacia, ma poi siamo stati puniti con un pallone che in quel momento della gara non deve neppure entrare in area».
Sulla stagione personale e, in particolare, sull'ultimo periodo, in cui pare aver assunto le redini del centrocampo apuano, Capezzi dice: «Nella mia prima parte di campionato c'è da sottolineare, a titolo individuale, qualche problema fisico che mi ha impedito un pronto inserimento nei meccanismi di squadra. Da un mese e mezzo la situazione è sensibilmente migliorata. Giocando si recupera condizione e fiducia, in modo da essere utile e a disposizione dello staff tecnico e dei compagni che è quello che conta. La soluzione del doppio centrocampista, pur avendo giocato sia come play che mezzala, è peraltro quella che corrisponde alle stagioni più positive a livello personale».
Sul prossimo test contro la Juventus Next Generation: «I bianconeri sono una formazione giovane e fresca con un tasso qualitativo importante. La Juventus Next Generation è anche migliorata da inizio anno, perché sono maturati e alcuni dei talenti in erba di cui dispongono sono cresciuti. Da parte nostra, dobbiamo solo continuare sulla strada intrapresa, lavorando su noi stessi nell'atteggiamento e nella capacità di affrontare le gare come siamo stati in grado di fare fino ad ora. L'avversario diventa la variabile, senza che assuma la centralità delle nostre performance».
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