Gioco
Carrarese, non basta giocare bene. Resta sempre il nodo dell’attacco
L’Arezzo ha avuto le occasioni e le ha sfruttate, gli azzurri no
CARRARA. Quando una squadra “gioca bene” e perde, c'è qualcosa che non va. È quello che è accaduto alla Carrarese contro l'Arezzo. Sia chiaro, gli amaranto sono stati autori di una gran prestazione e hanno meritato la vittoria, ma rimane un grande rammarico per l'ottimo avvio di gara offerto dalla Carrarese. Fino al primo gol aretino, erano stati gli azzurri a far vedere in campo il calcio migliore. Nei primi 38 minuti si era vista forse la Carrarese più bella degli ultimi mesi, capace finalmente di sprigionare un gioco offensivo entusiasmante. Ottimo l'approccio, il palleggio, il controllo del possesso palla e i movimenti dei giocatori. In quei minuti sembrava impossibile immaginarsi un finale così amaro per la squadra di Dal Canto, eppure più di una cosa deve essere andata storta, se la squadra ha incassato la bellezza di tre gol in casa. Merito degli ospiti, ma c'è di più.
La difesa questa volta è andata in difficoltà. Non ha convinto neanche la scelta di lasciare in panchina Schiavi, il giocatore di maggior talento. Il rigore fallito da Simeri ha pesato enormemente nell'economia della gara, ma anche questo da solo non basta a giustificare un ko del genere. Il segnale che arriva da questa partita è di una squadra troppo incline ad alti e bassi, non solo tra gara e gara, ma anche all'interno dei 90 minuti. Un problema di personalità, quindi. Perdere, “giocando bene”, come ha perso domenica la Carrarese può fare malissimo ad un gruppo. Il rischio è di smarrire convinzione, autostima, motivazioni. In questo senso Dal Canto dovrà lavorare molto sulla testa dei suoi giocatori, perché questa potrebbe essere una delle settimane più difficili per la Carrarese. Altro punto chiave: le qualità tecniche e realizzative dell'intero pacchetto offensivo. Inutile girarci intorno.
Non c'è bisogno di trovare capri espiatori o singoli “colpevoli” ai quali gettare croci addosso. I numeri e il campo dicono da soli che in estate sono stati compiuti errori di valutazione nel mercato degli attaccanti. Non si può neanche fare troppo affidamento a recuperi dei vari Giannetti, Morosini e, per quanto riguarda il centrocampo, Capezzi, perché sono giocatori reduci da lunghi e seri infortuni. Sarebbe sbagliato puntare solo su di loro, col mercato di riparazione ancora aperto. Manca il finalizzatore, la punta che sappia buttarla dentro, possibilmente un rigorista, tanto per togliere ogni dubbio. Anche contro l'Arezzo le reti sono arrivate da un terzino e da un mediano. Insomma, a questa Carrarese evidentemente serve un grande bomber, per rimanere in scia delle migliori e arrivare almeno ai playoff con realistiche chance di fare bene, altrimenti, di questo passo, sarà dura finire tra le prime cinque. Ecco il commento post gara di mister Alessandro Dal Canto: «Risultato bugiardo? Io non sono per i risultati bugiardi, ma per quello che produce una squadra. Noi abbiamo fatto una buona partita in generale. Abbiamo concesso più di quello che siamo abituati a fare e abbiamo prodotto più di quello che siamo abituati a fare. L'equilibrio delle due cose non è stato buono per il risultato finale. Nel calcio non c'è una regola. La squadra secondo me ha palleggiato bene. Abbiamo tentato di palleggiare col doppio mediano, invece che col play, per tentare di avere un giocatore tra le linee in più. La scelta ha dato i suoi frutti, perché abbiamo avuto parecchie occasioni da gol. C'era stato anche l'episodio che poteva spostare la partita in salita per l'Arezzo, visto che abbiamo usufruito di un rigore. L'episodio va concretizzato in un senso o nell'altro. Questa volta nella fase difensiva siamo stati meno abili del solito. In una squadra che ha preso 13 gol nelle prime 20 partite, se buca una domenica, non sto a puntare il dito contro nessuno. Dobbiamo rimboccarci le maniche. Ho visto una partita aperta, che si sposta nel momento in cui concretizzi l'episodio a favore dell'uno o dell'altro. Se mi chiedete se sono scontento di quello che ha fatto la squadra, rispondo no. Perdere non piace a nessuno, ma dobbiamo ripartire da quello che abbiamo fatto di buono, che è parecchio, e tentare di ritornare più ermetici nella fase difensiva».
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