Il dolore
Massese Reunion e tanta nostalgia
A pranzo l’undici della stagione ’90 -’91
MASSA. Risate, abbracci e un pizzico di nostalgia che, in certi casi, è inevitabile.
È stato un pranzo con la Massese nel cuore quello che si è svolto ieri pomeriggio nel ristorante Ippopotamus di Marina di Massa dove si sono riuniti i grandi protagonisti della squadra che nella stagione 1990 - 91 conquistarono una storica promozione in C1. Era la Massese del presidente Fausto Manfredi, del direttore sportivo Nino Vita e del tecnico Giuliano Zoratti; una squadra con gli attributi che riuscì a scrivere una pagina importante nella ultracentenaria storia della società bianconera. È passata per un saluto anche la moglie e vedova di Fausto Manfredi, la signora Luana. Ogni anno la rimpatriata arriva puntuale, sebbene in questa circostanza, per problemi organizzativi, non sia andata in scena la partitella che poi è il cuore di quello che si chiama “Memorial Fausto Manfredi - Nino Vita - Giuliano Zoratti”. Ma poco importa, gli organizzatori Mauro De Angelis (il numero 10 di quella formazione”) e il “ragno” Stefano Menconi, sono comunque riusciti a dare continuità a questa tradizione e a ribadire il passato importante della Massese; un passato che impone di riportare in futuro la squadra bianconera nel calcio che conta. L’invito è stato raccolto praticamente da tutti i protagonisti di quella memorabile cavalcata a cui si sono aggiunti altri personaggi che sono stati, o sono ancora, vicini alla Massese per completare il quadro dell’amore bianconero, con la stessa figlia di Nino Vita, Veronica, che non ha mancato di passare a salutare gli eterni amici. D’altro canto, servono anche queste cose per non dimenticare quello che ha rappresentato la Massese per una città che vorrebbe rivedere presto una squadra vincente e ambiziosa. Orbene, l’idea è quella di rinnovare la reunion anche per il prossimo anno, allargando la festa alle gentili signore dei protagonisti della promozione 1990 - 91 e tornando a prevedere la partitella, giacché non si è mai abbastanza per gridare “Forza Massese. In alto i cuori”.
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