La Massese ha un nuovo direttore generale: ecco Augusto Cantoni
«Porto il mio entusiasmo, ora con la giusta grinta dobbiamo toglierci da questa situazione»
Massa. La Massese ha un nuovo direttore generale: si tratta di Augusto Cantoni, ex giocatore bianconero, che da ieri ha preso ufficialmente consegna dopo essersi presentato alla squadra. Cantoni, massese doc, è conosciuto per aver vestito la maglia bianconera a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, senza dimenticare la sua esperienza, sempre come direttore generale, durante la presidenza di Domenico Bertoneri. «Quando il presidente mi ha chiesto di ricoprire il ruolo di direttore generale - ha spiegato Cantoni - non ho potuto dire di no alla squadra della mia città che ho nel cuore. Stando molto tempo fuori dall’Italia, il presidente ha bisogno di una persona che faccia da referente per la prima squadra e per la società per portare avanti le cose». Cantoni arriva in un momento particolarmente difficile con la squadra in lotta per evitare i play - out. «Sono abituato ad avere l’elmetto - ha aggiunto il nuovo dg bianconero -, spesso nella mia vita ho avuto a che fare con situazioni non facili. Porto il mio entusiasmo, perché l’entusiasmo è indispensabile nel calcio, si tratta di capire cosa sia successo ad una squadra che per tanto tempo è stata imbattuta e che poi è precipitata in questa maniera. Mi rapporterò con tutti, giocatori e allenatore, anche per capire se la condizione fisica è ideale, perché a volte la causa può essere la preparazione fisica. Poi l’Eccellenza è una categoria difficile e credo che ci siano problemi soprattutto dal punto di vista caratteriale. Bisogna cambiare il modo di affrontare le gare mettendo in campo la giusta grinta, questi ragazzi devono ritrovare il coraggio di giocare a calcio, l'entusiasmo di giocare a calcio, non pensando alla posizione in classifica, ogni gara dovrà essere giocata al massimo per fare più punti possibile in queste giornate che mancano alla fine del campionato. Bisogna lasciare da parte la paura, quindi cercheremo di scoprire cosa sia successo a livello mentale. Vi è poi il problema del terreno di gioco che è in condizioni assurde».
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