Toscana
Nasce la Carrarese di Dal Canto. «Qui sarebbe l’ambiente ideale...»
Il tecnico anticipa la sua filosofia, ma non si sbottona ancora sull’ufficialità
CARRARA. Alessandro Dal Canto, futuro tecnico della Carrarese, parla per la prima volta della sua imminente avventura in azzurro. L’allenatore si è liberato ufficialmente dal contratto con la Viterbese. Piazza Vittorio Veneto annuncerà l’accordo solo dopo aver trovato una soluzione condivisa con Antonio Di Natale. «Con la Viterbese abbiamo completato la rescissione del contratto», spiega Dal Canto, che prosegue: «Un semplice epilogo di un aspetto sportivo che in questo momento era meglio finisse così». Quando si parla di Dal Canto, viene alla mente soprattutto il suo Arezzo dell’annata 2018-2019 che brillò grazie a un mix di giovani ed esperti. Poi, a Siena e a Livorno, il tecnico trovò situazioni societarie complicate. «Negli ultimi anni - riprende l’allenatore - mi sono imbattuto in situazioni estremamente delicate. Sto cercando una soluzione più stabile sotto il punto di vista societario». Carrara - chiediamo - può essere la piazza giusta? «Sì, e lo dimostra il percorso che ha fatto la Carrarese negli ultimi anni sia con Silvio Baldini che con Di Natale. La società ha fatto sempre lavorare i propri tesserati in grande tranquillità. L’ambiente sembra ideale. Ovviamente la Carrarese ha un suo allenatore sotto contratto e quindi non resta che vedere cosa accadrà». A Dal Canto chiediamo quindi di descrivere le sue idee di gioco, il modo di lavorare e di gestire lo spogliatoio. «Non mi piacciono gli allenatori che parlano tanto di filosofia. Nel calcio contano i giocatori. L’importante è che la società abbia un’ambizione e che la ricerca del calciatore, anche se giovane, sia un profilo di qualità con prospettiva, altrimenti parliamo di niente. Prediligo giocatori tecnici, perché in questo sport c’è una palla e bisogna gestirla. In Serie C serve anche l’aspetto caratteriale e grande corsa, ma mi piace che la squadra abbia un filo logico». Ha un modulo di riferimento? «No. L’allenatore deve adeguarsi alle caratteristiche dei giocatori. Spero sempre di poter lavorare con elementi qualitativamente bravi, poi in base alle caratteristiche di questi, ci possiamo ricamare un vestito intorno. Il compito di un allenatore è quello di tirare fuori il 100% dai suoi giocatori. Il modulo non è un problema, dipende dalla rosa». «Staff? Tutto da appurare. Negli ultimi sette anni ho sempre avuto con me il mio secondo Giuliano Lamma, poi in Serie C non è facile poter lavorare con lo stesso staff».
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