Gioco
Il papà di Musetti: «Lori mi hai fatto commuovere di nuovo»
Dopo il passaggio del turno i genitori non nascondono l'ennesima emozione: «Che impresa, ci stupisce sempre e che bello l'abbraccio con i compagni a fine match»
Carrara. «Ti rendi conto che Lori è in coppa Davis?». Sono le prime parole che Francesco Musetti, papà di Lorenzo, pronuncia alla moglie, Sabrina Ratti, quando insieme vedono entrare il figlio nel turno tra gli azzurri e i padroni di casa della Slovacchia.
Poi succede quello che ormai è noto, il passaggio del turno deciso proprio dal talento carrarese che un paio di giorni prima – il 3 marzo – aveva festeggiato i vent’anni. «Mi ha chiamato ovviamente felicissimo e mi ha detto che questa vittoria sarà una di quelle che metterà nell’olimpo dei suoi successi. Pensavo di essermi abituato alle emozioni che ci regala ormai, ma Lorenzo è sempre bravo a stupirci. Eppure, ha vent’anni, a volte non ci penso, quando cambia voli su voli, quando è in televisione, quando vedo la sua maturità mentale», commenta il papà l’indomani, domenica 6 marzo, fresco di un doppio di tennis tra amici, all’ombra delle Apuane, a poche ore da quel successo del figlio in coppa Davis. «E tutti mi hanno chiesto di Lorenzo, abbiamo parlato della partita, è normale, giocare in coppa Davis ha un fascino particolare, ci sono i colori azzurri di mezzo, giochi per la tua nazione... Non nascondo la tensione della gara, mentre entrava, contro un avversario molto forte peraltro, che giocava in casa e su una superficie buona per l’avversario. Non era previsto tra l’altro che Lorenzo giocasse, però lo sport è così: è entrato e ha vinto», va avanti Francesco Musetti.
L’emozione, le lacrime di gioia, sono pronte ad alternarsi alle immagini dopo la vittoria: «I festeggiamenti sono l’aspetto che mi ha colpito maggiormente. Quelli con i compagni, l’abbraccio con tutti gli altri. Ma anche l’affetto che ho visto e sentito verso Lorenzo, con il tam-tam sui social: ho letto tante cose bellissime su di lui – prosegue –. Lorenzo veniva da un momento delicato, anche dal punto di vista del gioco, lo sappiamo, ma ha reagito dal Lorenzo che mi aspetto, che conosco, con una grande forza mentale e con una prova da lui». Poi ripercorre quegli attimi: «Quando ha vinto ho pianto. Poi ci siamo sentiti. Quando gioca io tutte le volte sono critico, poi alterno le emozioni, penso sia normale: “Bravo Lori”, “Continua così Lori” e poi magari inizio a criticare qualche sua scelta. Poi ho pensato: che impresa hai fatto Lori».
Giusto il tempo di festeggiare, poi il classe 2002 è partito da Bratislava a Vienna, direzione poi Francoforte per un altro volo verso gli Indian Wells negli Stati Uniti. «Farà San Francisco e Miami, ha un bel calendario. D’altronde lo ripeto spesso: deve avere forza fisica e mentale, perché ci sono soddisfazioni, tante belle, proprio come quella di sabato sera che ha regalato a tutti noi, ma ci sono anche molte responsabilità, ma ha la stoffa, seppur ventenne, di portarle avanti e sabato l’ho visto ai suoi livelli», chiosa Musetti senior.
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