Sicurezza
«In quattro giorni 2.500 chilometri tra baccalà marinato e torta di riso»
Davide, fratello del capitano azzurro Pasciuti, Giorgio e Nicola hanno fatto le trasferte di Fermo domenica e Pescara mercoledì sera: «Amicizia, follia e amore per i colori giallo azzurri. Ecco i motivi che ci hanno spinti»
Carrara. Una passione che non ammette pause e non conosce stanchezza. Sono circa 2500 i chilometri percorsi in soli quattro giorni da Giorgio Menchelli, Davide Pasciuti (fratello di Lorenzo, capitano azzurro) e Nicola Castagna, tre dei cinque tifosi presenti sugli spalti dello stadio “Adriatico” per Pescara-Carrarese. Insieme a loro, altri due supporter giunti da Roma, dove vivono, ma con sciarpe rigorosamente gialloazzurre targate “Settore 1908”, gruppo della Gradinata. Menchelli, che fa parte del direttivo del gruppo “Collettivo Illuminati Apuani”, è pronto a tutto per la sua squadra del cuore. Anche a farsi ore infinite di auto, alternandosi alla guida con l’amico Nicola, e poi sopportare sugli spalti quel freddo mascherato dai brividi dell’adrenalina. E infine ripartire, a mezzanotte, per un lungo viaggio di ritorno. Ma per la Carrarese – dice Menchelli al Tirreno – «questo e altro». E se c’è bisogno di farsi due trasferte tra Marche e Abruzzo in quattro giorni, a una sola settimana da quella di Grosseto, non si tira indietro.
L’avventura è cominciata domenica 23 gennaio al “Carlo Zecchini” di Grosseto, è continuata la settimana successiva con Fermana-Carrarese e si è conclusa mercoledì sera, 2 febbraio, a Pescara. Ma cosa spinge un tifoso a fare tutto questo? «Prima di tutto la pazzia – confessa Menchelli al risveglio dalla trasferta, quando le ore di sonno si contano sulle dita di una mano –. E poi l’amore per i colori della tua città e l’amicizia delle persone che vengono via con te». Mercoledì mattina Giorgio, Nicola e Davide sono partiti intorno a mezzogiorno, per evitare le corse e godersi il viaggio in tranquillità. Un viaggio “tutto carrarino”: «Ci siamo fermati in autogrill dopo Firenze – raccontano – e abbiamo pranzato su una tavola “improvvisata”, all’aperto. Il menù? Baccalà marinato e torta di riso». All’Adriatico i tre tifosi sono giunti intorno alle 20, in largo anticipo rispetto alla sfida che sarebbe iniziata alle 21. Sfida che all’indomani racconta di una bella Carrarese, coraggiosa, che ha giocato a viso aperto con una delle corazzate del girone riuscendo a strappare un punto. «Siamo contenti. I ragazzi si sono impegnati, sono stati concentrati, cattivi, attenti. Fatica ripagata? Assolutamente sì. E siamo anche un po’ rammaricati, perché c’era la possibilità di vincerla», fa notare il tifoso.
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