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Tennis tavolo, l’Apuania cala il tris: il trofeo resta a Carrara

La premiazione dell’Apuania avvenuta ieri poco dopo la finalissima
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La premiazione dell’Apuania avvenuta ieri poco dopo la finalissima

Finisce 3-0 nel match contro Messina. I protagonisti: «Siamo molto orgogliosi»

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CARRARA. Il detto più scontato, ma attuale, è quello che non c’è due senza tre. Ed è il refrain che circola con insistenza dal pomeriggio di ieri quando la compagine di tennistavolo Apuania Carrara, con la sua squadra maschile, ha vinto la finale valida per la Coppa Italia. Un tris dopo la vittoria dell’anno scorso e quella del 2018 nella competizione. Un successo, quello che arriva dalla palestra Partenope “Cavalli di Bronzo” di Napoli delle scorse ore, che va ad aggiungersi alla Supercoppa d’inizio stagione e ai cinque scudetti messi in fila dai carraresi. Poi c’è la testa del campionato di serie A1 da mantenere e il derby azzurro (ancora Top Spin Messina Fontalba) nei quarti di Europe Cup dei prossimi giorni. Ma torniamo alla finale, raccontata direttamente dalla federazione, arbitrata da Paolo D’Agostino e Giosuè Coppola con la squadra guidata da Alessandro Merciadri che ha superato per 3-0 gli “eterni rivali” della Top Spin Messina Fontalba, con in panchina il tecnico Wang Hong Liang.

Nel doppio Mihai Bobocica e Lubomir Pistej sono scattati bene nel primo set e lo hanno portato a casa agevolmente, riportano dalla Federazione. Nel secondo hanno invece dovuto inseguire Marco Rech Daldosso e João Monteiro e sono stati i primi ad avere il set-point, che hanno subito sfruttato. Stessa situazione nel terzo parziale e anche questa volta i portacolori dell’Apuania hanno rimontato, si sono procurati una palla match e l’hanno concretizzata. Andrej Gacina ha poi staccato Groth. Il danese ha poi preso il comando e il croato gli è tornato in scia e lo ha sopravanzato. Ha mancato i primi due set-point e al terzo ha chiuso i conti. Nel terzo parziale Gacina è sempre stato in testa e ha retto ai tentativi di rientro dello scandinavo. La Top Spin Messina si è affidata a Rech Daldosso, riportano ancora dalla federazione, che nella seconda parte del primo set è “scappato”. Pistej lo ha raggiunto e ha avuto la prima chance per completare l’opera. L’ha mancata, ma alla seconda è andata meglio. Al ritorno al tavolo l’azzurro ha dominato e si è portato in parità. La sua ottima vena è proseguita in avvio di terzo set, lo slovacco ha recuperato, non riuscendo però a evitare il riallungo decisivo dell’avversario. Pistej si è rifatto prontamente, anche se è dovuto ricorrere al quarto e ultimo set-point per imporsi, e la sfida è approdata alla “bella”. Il carrarese ha cambiato campo avanti, è stato agganciato da quello messinese, e si è guadagnato tre match-point, che sono sfumati. Il quarto è stato invece quello decisivo.

«Siamo orgogliosi di questo risultato – il commento di Bobocica ai microfoni della federazione – anche se penso che sia bugiardo, perché il 3-0 non riflette il livello molto simile delle forze in campo. Oggi (ieri, ndr) nei momenti decisivi dei vari set siamo riusciti a portare a casa i punti, anche con un pizzico di fortuna, in particolare nel secondo e nel terzo parziale del doppio che abbiamo disputato», ha detto. E ha proseguito: « In entrambi abbiamo rimontato e ci siamo imposti allo sprint. Sappiamo peraltro benissimo che la differenza fra noi e loro non è quella. Anche il secondo set fra Gacina e Groth avrebbe potuto andare diversamente, però oggi (ieri, ndr) Andrej mi è piaciuto molto e ritengo di poter dire che abbia pienamente meritato il successo», ha concluso.

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