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Giovani calciatori, ma anche arbitri «Ora so cosa significa e non protesto»

Giovani calciatori, ma anche arbitri «Ora so cosa significa e non protesto»

Dall’Aia di Carrara ecco i primi tre arbitri in Italia che continuano anche a giocare nelle giovanili «Non pensavamo fosse così bello: essere giocatori aiuta». La sezione: «Una rivoluzione culturale»

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Massa Carrara. Un giorno il fischietto in mano, il giorno dopo il pallone fra i piedi.

Arrivano dalla sezione Aia di Carrara i primi tre arbitri in Italia a usufruire della possibilità di cimentarsi in questa nuova esperienza pur continuando a giocare a calcio nelle rispettive squadre giovanili, utilizzando il doppio tesseramento entrato in vigore da questa stagione. Edoardo Tonioli e Diego Marchini classe 2006, giocano nell’Under 15 dell’Atletico Carrara, Fabio Indagati, classe 2005, nella Under 17 del Ricortola.

«Gioco a calcio da quando avevo otto anni e volevo sperimentare com’è la partita vista dall’altra parte, dopo aver visto tante volte gli arbitri nelle mie partite e in tv. È stato il mio allenatore a spingermi a questa scelta, mi ha messo in contatto con la sezione. Ora quando gioco vedo la figura dell’arbitro sotto un’altra ottica, per esempio protesto molto meno. E anche i miei compagni si interessano: mi vengono spesso a vedere quando arbitro», racconta proprio Tonioli. Un pensiero al quale si aggiunge quello di Marchini: «Ora so quanto sia difficile e so che ne sanno più di me quanto a regole. Adesso sono io a dire ai miei compagni di non protestare. La prima partita? Ero nervoso, poi pian piano è andata meglio». «Sono a Ricortola da sei anni, ho scoperto la possibilità del doppio tesseramento da un mio amico che fa l’arbitro e questa cosa mi ha interessato subito. E non pensavo fosse così bello arbitrare», continua pure Indagati. Fare il calciatore sicuramente è stato d’aiuto: «Molto perché conosco già i tipi di contrasto e posso distinguere fra fallo, semplici contatti e simulazione. Inoltre, so leggere meglio le azioni», replica Edoardo. «Giocare sulla fascia mi è servito molto soprattutto per la parte atletica. Dal punto di vista tattico capisco meglio svolgimento del gioco e delle azioni. Inoltre, so anche riconoscere meglio i giocatori più inclini alla lamentale e so come regolarmi», prosegue il compagno. La chiosa, su questo fronte, è affidata a Fabio: «Arbitrare con l’esperienza da calciatore è stato più semplice, sapevo già come spostarmi in campo. Per questo all’esordio ero tranquillo». E così, mentre tutti e tre – ai microfoni della sezione carrarese – consigliano la strada che hanno intrapreso agli amici, sul loro futuro ecco cosa dicono. «Mi piacerebbe arrivare in Promozione per provare come si arbitra con gli assistenti», spiega Edoardo. «Aspetto di compiere 17 anni per poi vedere come va, ma credo che smetterò con il calcio e proseguirò con l’arbitraggio», riflette e fa sapere Diego. Mentre Fabio conclude: «Pensavo di arbitrare un anno solo, ma ora credo che andrò avanti ancora. E vorrei arrivare fino all’Eccellenza».

Alla guida degli arbitri di Carrara c'è il presidente Francesco Cecchini, la sua sezione è come detto la prima in Italia ad aver organizzato un corso con la possibilità del doppio tesseramento. «Credo si tratti di un arricchimento per tutti. Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale: dopo aver rotto il ghiaccio con questo primo corso ora è il momento di andare avanti», il commento del presidente.

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