Il nostro vivaio: «Qui i Pasciuti del domani»
Il bilancio del responsabile del settore Lucetti che fa il punto: «Non ci manca nulla, solo un centro di formazione nostro»
Nicola Morosini
Carrara. A due giorni da Natale è tempo di auguri anche per quanto riguarda il settore giovanile della Carrarese. A fare gli onori di casa il responsabile del calcio baby azzurro Mirco Lucetti. «La prima cosa che vorrei sottolineare è che siamo partiti a settembre finalmente con una stagione sportiva regolare, almeno sino a questo momento, dopo quella passata purtroppo condizionata dall’emergenza sanitaria, ma che, allo stesso tempo, a me è servita per poter tornare a conoscere e valutare una realtà sportiva, quella delle giovanili azzurre, che avevo lasciato ormai da parecchi anni. In questo percorso mi sento di dover ringraziare per il supporto Vittorio Piccotti che di fatto mi ha permesso di poter tornare a conoscere volti e nomi del nuovo settore giovanile azzurro e così sono ripartito in questa nuova avventura. La priorità è stata quella di plasmare uno staff tecnico adatto alle esigenze delle varie categorie con allenatori competenti per età e curriculum e impostando con loro anche il discorso a lungo termine. Staff reso importante da nomi di spessore tra cui quello di Umberto Lembi come responsabile tecnico e Pietro Pacini in qualità di responsabile Scuola Calcio, riuscendo in quest’ambito a organizzare anche le squadre annate 2012 e 2013. Altri nomi importanti quelli di Marco Lucetti come team manager e Riccardo Rinaldi in qualità di capo scout osservatori. Tutti i fine settimana sei nostri osservatori visionano piccoli calciatori delle realtà limitrofe. Non mancano entusiasmo e risultati, ma ancor più importante è la volontà da parte della proprietà di dare carta bianca al settore giovanile, potendo a breve tempo contare su un buon numero di ragazzi dello stesso settore giovanile da impiegare in prospettiva in prima squadra. Già un esordio effettuato, quello di un 2003, mentre altri ragazzi del 2004 stanno facendo esperienza con presenze sulla panchina di mister Antonio Di Natale con l’obiettivo di poter guadagnarsi uno spazio nei cinque cambi previsti», spiega. E aggiunge: «Mi rivolgo a genitori e ai bimbi stessi che si vengono a trovare al centro di varie “sirene”. Se il bimbo è bravo e per bravo intendo da essere scelto da società di categoria superiore, lo si individua anche restando a Carrara. Non voglio fare pesare i minimi numeri in percentuale di quelli che arrivano a giocare in serie A. Il mio pensiero è rivolto ai tanti sacrifici da parte delle varie famiglie e degli stessi bambini costretto a fare centinaia di chilometri con il pulmino sacrificando molte volte tempo alla scuola. Molti ragazzini di Carrara “emigrano” per così dire verso lidi lontani quando potrebbero tranquillamente crescere “in casa” a Carrara. Da questo punto di vista dobbiamo ancora crescere e migliorarci soprattutto sotto il punto di vista logistico con un centro sportivo tutto nostro che a oggi ancora non abbiamo dovendoci appoggiare a vari campi del territorio comunale. Un unico centro di formazione faciliterebbe molto le cose e ci farebbe fare un grande salto di qualità. In ogni caso lo slogan “Io sono Carrarese” rende chiaro quel senso di appartenenza alla maglia azzurra che vorrei si estendesse a tutti i giovani calciatori che abbiamo nella varie rose. La strada più semplice per arrivare le mondo del professionismo a mio parere è quello di passare dalla serie C e noi crediamo in tutto questo. Concludo rivolgendo a tutti i nostri ragazzi, allenatori, dirigenti un sincero augurio di buone feste sempre azzurre».
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