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Eccellenza 

Il grido di Rino: «Basta pensare al proprio orticello»

Alessandro Tabarrani

Il neo-mister bianconero Lavezzini mette nel mirino la trasferta di Montecatini e carica i suoi: «Ragioniamo da gruppo»

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Alessandro Tabarrani

MASSA. Prime ore da allenatore della Massese per Rino Lavezzini. I bianconeri stanno preparando la trasferta di domani sul terreno del Montecatini, con l’obiettivo di cancellare la pesante sconfitta con la San Marco Avenza e battezzare l’esordio dell’esperto tecnico con una vittoria che riporterebbe un minimo di serenità in un ambiente che sta attraversando un momento assai difficile. La tifoseria, dopo la contestazione che ha procurato le dimissioni del direttore generale Dario Pantera nonché quelle del tecnico Matteo Gassani, si sta organizzando per seguire la squadra numerosa aiutando con il loro calore questo passaggio di consegne. «Massa è una piazza dove i tifosi vogliono vedere i giocatori con la maglia bagnata al termine della partita – ha detto Lavezzini nella sua presentazione di giovedì –, poi si può vincere o perdere, ma l’impegno in campo ci deve sempre essere». Sull’impegno della squadra bianconera non v’è nulla da dubitare, visto che l’abnegazione verso la causa si è vista mercoledì allorché la squadra è andata a giocare gli ottavi di coppa Italia passando pure il turno senza un allenatore in panchina. «I ragazzi hanno sentito la responsabilità – ha aggiunto il neo tecnico bianconero – e credo che abbiano capito il momento di difficoltà che la piazza sta attraversando. Domenica è una partita importante soprattutto dal punto di vista dell’entusiasmo che possiamo subito creare e, ovviamente, per la classifica perché se ti allontani troppo dalle zone alte, per recuperare non devi sbagliare più niente». E ancora. «Faremo il possibile per arrivare dove vogliamo – ha ribadito Lavezzini –, senza però promettere nulla. Dovremo allenarci nel migliore dei modi, allenarci anche nella testa perché questo è un campionato dove conta il gruppo, il singolo non fa la partita e per quello che ho visto in campo, la Massese è una squadra dove ognuno, in campo, gioca pensando un po’ al proprio orticello, invece di fare magari un sacrificio per un compagno. Dobbiamo creare un gruppo con la mentalità vincente, un gruppo pronto a lottare sempre dove ci sia la volontà di aiutare anche i compagni. Due anni fa, quando sono arrivato all’Albissola, la squadra era ultima in classifica, ma siamo riusciti a raggiungere la salvezza senza passare attraverso i play-out, facendo risultato anche in partite che, sulla carta, sembravano quasi impossibili; tutto ciò è stato possibile perché c’era veramente un gruppo di ragazzi che si sono uniti e hanno ragionato con la stessa testa. Se questo spirito sarà ripetuto anche qua, sono convinto che faremo bene. Poi, chiaramente, non dipende solo da noi, ma anche da quello che faranno le altre, se continueranno con questo ritmo o se perderanno un po’ di terreno. Comunque sono convinto che il gruppo sia buono, ho già parlato con qualcuno e ho visto che tengono molto a fare bene, che hanno voglia di lottare».

L’auspicio dunque è che il cambio del tecnico porti immediatamente a una inversione di tendenza già nelle prossime due gare con avversari – Montecatini e Castlenuovo Garfagnana – decisamente alla portata della Massese.

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