Italia
Carrarese: tanta corsa ma qualche pecca in avanti
Il pareggio con l’Entella (squadra di livello superiore agli azzurri) ha dato morale Bene la difesa, buona l’intesa fra i giocatori, gli attaccanti devono però sbloccarsi
Luca Santoni
carrara. L’undicesima giornata di campionato, appena andata in archivio, colloca la Carrarese in decima posizione, l’ultima utile per la zona playoff, con 15 punti, una sola lunghezza sopra l’inseguitrice Lucchese. Dopo la parentesi di Gubbio, domenica scorsa la squadra di mister Di Natale è tornata a muovere la classifica, anche se con un pareggio. Di fronte agli azzurri però c’era una Virtus Entella motivata e ben messa in campo e per quanto visto nell’arco dei 90 e più minuti, l’1-1 ci sta. Certo, a fine partita gli ospiti erano tutt’altro che soddisfatti, mentre il pari ha fatto sicuramente bene al morale della Carrarese. Un risultato, quindi, dai due volti: accolto col sorriso in casa apuana, mentre per i liguri si è trattato del classico bicchiere mezzo vuoto.
Questo si spiega partendo innanzitutto dai rispettivi obbiettivi stagionali. La Carrarese è partita con la volontà dichiarata di ottenere una salvezza tranquilla e valorizzare i tanti giovani inseriti in rosa. L’Entella, retrocessa dalla serie B, ha l’ambizione di essere tra le protagoniste della zona nobile della classifica, che attualmente la vede dodicesima con 13 punti al pari dell’Olbia. C'è poi da valutare la dinamica della partita. Allo stadio dei Marmi l’Entella ha mostrato le sue qualità. Nei duelli diretti, nella capacità di occupare il campo e nella gestione delle situazioni di gioco, si è effettivamente notata la potenzialità tecnica, l'esperienza e pure la superiore struttura fisica di tanti giocatori biancocelesti provenienti da categorie superiori. La Virtus resta sicuramente una squadra importante per la categoria, anche se con tanti problemi. Il pallino del gioco è stato quasi sempre di dominio ligure, come testimoniano i 10 calci d'angolo collezionati dalla squadra del tecnico Volpe. Il gol di D’Auria poi è nato da un episodio fortuito. Sicuramente il numero 10 azzurro è stato bravissimo a crederci fino all’ultimo, ma l’errore dei difensori dell’Entella è stato davvero clamoroso.
Obbiettivamente questa volta la Carrarese ha usufruito di un pizzico di fortuna, ma ciò non deve svilire i meriti degli azzurri. La Carrarese avrà segnato il passo sotto il profilo tecnico, ma ha fatto valere in campo altre qualità, altrettanto importanti nel calcio. La squadra di Di Natale ha dato tutto, ha corso tantissimo (era la terza gara in una settimana), mostrando ancora una volta un'ottima condizione di forma generale. La Carrarese ha lottato da collettivo, ha mostrato tutta la sua voglia di fare risultato e di saper soffrire. Il momento più pericoloso è arrivato dopo l’1-1 dell'Entella. La Carrarese poteva subire il colpo, ma questa volta ha tenuto botta e non ha mollato di un millimetro. Ha sicuramente influito la voglia di riscattarsi dopo il poker di Gubbio. Certamente c’è ancora da lavorare tanto in alcuni equilibri di gioco. Bisogna costruire di più in avanti. Tra i singoli deve crescere Tunjov, c'è da ritrovare il vero Mazzarani, Infantino deve sbloccarsi. Nell’insieme però il gruppo c'è, lo spogliatoio sembra unito, si nota l’affiatamento tra i giocatori. Doti importanti che la Carrarese non deve smarrire, ma anzi, rafforzare, per farsi trovare pronta, quando il campionato diventerà ancora più difficile e complicato da gestire.
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