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Direttore sportivo da mezzo secolo: la vita su due ruote di Bruno Bianchi

Sara Lavorini
Direttore sportivo da mezzo secolo: la vita su due ruote di Bruno Bianchi

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massa. Festeggia cinquant’anni da direttore sportivo di ciclismo Bruno Bianchi classe 1943, massese purosangue e da sempre in prima linea per lo sport provinciale, regionale e nazionale. Ha corso con la sua bicicletta “La Bianchi” per sei anni dal 1958 al 1964 nelle squadre “Union Gas Santa Lucia” di Massa, la “Velo Club Carrara” e con la “Stazionese” di Massa. Poi a 28 anni diventò direttore sportivo, perché la bici era ed ancora la sua più grande passione.

«Dopo la famiglia – racconta Bruno – il ciclismo è stato il mio amore eterno. Essere ds è stata per me un enorme responsabilità, mi sono preso cura dei ragazzi consapevole dell’importanza che la disciplina che gli stavo insegnando li avrebbe sostenuti nel loro percorso. Lo sport insegna il sacrificio, il gioco di squadra e il rispetto degli avversari. Si può vincere ed essere felici, ma bisogna anche saper perdere e accettare le sconfitte. Ho sempre cercato di aiutare i miei atleti a sapersi rialzare e – continua Bianchi – a reagire nei momenti più duri. Sono fiero di avere contribuito alla carriera di tanti giovani ciclisti, ben trenta di loro sono diventati dei professionisti a livello nazionale».

Bianchi ha vissuto nel mondo del ciclismo per mezzo secolo, ha frequentato la scuola dello sport "Centro studi presso acqua Cetosa a Roma", e si diplomò come direttore sportivo élite nel 1978. Nel 1984 fu abilitato al corso di Imola per ds professionisti, poi successivamente tecnico della Nazionale italiana trasferte Venezuela, Colombia e tecnico della Nazionale israeliana ai mondiali di Verona 2004 e Varese 2008. «Oggi a 78 anni – conclude Bianchi – posso ancora dire che il ciclismo continua a far battere il mio cuore come il primo giorno. Sono felice nel mio piccolo, di aver contribuito alla realizzazione di tanti ciclisti. Ogni volta che c’è una competizione, cerco sempre di essere presente e di incoraggiare i giovani a non abbandonare il loro sogno. La bicicletta sarà per loro, come lo stata per me, un’ottima compagna di vita». L’esperienza di Bianchi ha portato il nome della provincia apuana nelle più importanti competizioni internazionali, come “I Campionati del mondo di ciclismo, “Il Giro di Venezuela”, “Il Giro di Colombia” e i “Mondiali di cronometro su strada” in Danimarca.

Sara Lavorini

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