Toscana
Georgi festeggia il primo gol «Una gran bella emozione E che palla da Infantino»
carrara. Georgi Tunjov festeggia con i tre punti il suo primo gol italiano. Il giovane centrocampista classe 2001 aveva già lasciato il segno tra i prof, quando giocava nel Trans Narva in Coppa d'Estonia nel 2017, ma da quando era arrivato in Italia non aveva più gonfiato la rete. C’è riuscito ieri pomeriggio con un sinistro angolato dopo una perfetta sponda di Infantino. È bastato quest'unico lampo, per sbloccare un incontro tirato e spalancare la porta del secondo successo di fila alla Carrarese.
«E stata una bella emozione», commenta in sala stampa il giocatore nel dopo partita. «Eravamo sullo 0-0 e dovevamo vincere questa partita. Infantino è stato bravissimo a darmi quella palla di sponda. Quando ho calciato e ho visto la palla entrare in rete, è stata una grande gioia. Sono molto contento». Che partita è stata? «Loro giocavano tanto sulle palle lunghe, quindi per noi era fondamentale giocare bene sulle seconde palle. In alcune fasi siamo riusciti ad esprimerci bene, in altri meno, però l'importante è stato vincere». La Carrarese è riuscita a centrare la seconda vittoria consecutiva dopo le difficoltà iniziali. «Forse questa vittoria è stata ancora più importante di quella col Grosseto, perché fare tre punti di fila ci permette di salire ulteriormente in classifica. Potremo stare tranquilli e divertirci ancora di più. Come mi sto trovando a Carrara? Devo ringraziare il mister e tutto lo staff. A Carrara mi sto trovando benissimo. Qui c'è tutto e abbiamo alle spalle una società seria» Che giudizio dai alla tua prestazione? «Mi è piaciuto di più come ho giocato domenica scorsa, ma quando fai gol è sempre qualcosa di speciale. Sono contento di aver segnato e per la vittoria». In Nazionale giochi trequartista, qui alla Carrarese ti abbiamo visto soprattutto come mezzala sinistra. In quale ruolo pensi di rendere meglio? «Sicuramente a centrocampo, poi dove mi metterà il mister, io cercherò sempre di dare il massimo. Negli ultimi tre anni ho fatto un po' di tutto». L. S.
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