Sicurezza
«La linea verde della Carrarese? Ok ma servono strutture»
Parla lo storico ds i Walter Devoti: ho passato trent’anni in casa azzurra, il settore giovanile è fondamentale
Luca Santoni
CARRARA. «La nuova linea verde della Carrarese? Sono favorevole, ma per avere un grande settore giovanile servono le strutture». Lo storico ex dirigente di piazza Vittorio Veneto Walter Devoti interviene sul momento che sta attraversando la Carrarese e commenta la nuova strategia del sodalizio apuano, partito con una rosa ringiovanita rispetto al passato, con tanti volti nuovi provenienti dalla serie D e dai vivai. «Io sono sempre favorevole alla linea verde, anche se chiaramente è importante partire da una base di esperienza», spiega Devoti, che prosegue: «Più volte mi sono permesso sommessamente di dire che in qualsiasi azienda servono le strutture e quindi anche la Carrarese deve lavorare molto su questo aspetto. Il settore giovanile è fondamentale e parlo per esperienza. Se noi non avessimo avuto un settore giovanile, probabilmente avremmo chiuso i battenti. Le plusvalenze che creavamo, grazie all'impegno di tutti gli addetti ai lavori del settore giovanile, erano molto importanti per noi. Questo perché avevamo delle strutture. Rimango quindi allibito di fronte al fatto che il Comune non abbia assegnato alla prima società di Carrara strutture e campi per il settore giovanile. Riguardo la rosa di quest'anno, non conosco i ragazzi e quindi non mi permetto di giudicare. La strada intrapresa può essere giusta. Spero che il nuovo direttore la pensi come me e cioè che alla base serve un settore giovanile forte, che ti dia la possibilità di avere i giocatori fatti in casa, senza andarli a prendere in prestito da altre società». Se a Fossone la società ha trovato un vicolo cieco – chiediamo all'esperto dirigente - quale può essere la soluzione? «Si va a cercare dei terreni e si investe sulla costruzione», consiglia Devoti. «Noi in pochi mesi costruimmo un campo su un terreno a Marina di Carrara, che ci aveva dato il Comune, predisponendo anche una foresteria per i ragazzi, poi purtroppo la Fiera Marmi e Macchine aveva bisogno di quello spazio e ce lo tolsero. Da quel momento siamo andati in difficoltà. Fino all'ultimo però abbiamo ceduto un giocatore come Bariti, che proveniva dal settore giovanile. Non sto a fare tutta la lista di giocatori che abbiamo ceduto, ma senza questo “magazzino”, la proprietà avrebbe avuto delle difficoltà. Il presidente Grassi e i suoi predecessori ci avevano messo tanto del loro, ma potevano anche contare sul supporto di un vivaio che produceva plusvalenze considerevoli. Va benissimo andare a prendere giocatori giovani, ma sono di tua proprietà? Questo non lo so, però se valorizzi i giocatori per gli altri, a mio modesto parere è sbagliato. Io ho piena fiducia in questa società. Anche i nostri tifosi dovrebbero rendersi conto di cosa c'è in giro. Noi alla Carrarese abbiamo gente seria. Ricci è un direttore che ha dimostrato negli anni di saperci fare, quindi non ha bisogno di nessun consiglio. Io però ho passato più di 30 anni nella Carrarese e mi permetto di insistere su questo punto: è fondamentale avere un ottimo settore giovanile, ma soprattutto anche le strutture. Quando parlavo con mister Corrado Orrico, mi diceva sempre: “Noi partiamo a +6, perché abbiamo il centro sportivo di Luni” e Nelso lo sa benissimo. Bisogna trovare terreni dove fare investimenti. L'Empoli ha creato un centro sportivo ed è diventato un'azienda. A La Spezia hanno costruito uno dei centri più belli d'Italia. La Fiorentina sta facendo un centro sportivo. Se la nostra proprietà vuole continuare ad andare avanti, deve avere una struttura alle spalle. Serve una foresteria e degli impianti, anche per preservare il sintetico dello stadio in vista delle gare ufficiali».
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