Il Tirreno

A lezione di Carrarese per i cento campionati «Il Comune faccia di più. Luci? Uno dei nostri»

Luca Santoni
A lezione di Carrarese per i cento campionati «Il Comune faccia di più. Luci? Uno dei nostri»

Gualtiero Magnani, azionista e socio unico in rappresentanza del “Gruppo marmo”, traccia un bilancio prima del campionato a 360 gradi 

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Il personaggio

Luca Santoni

Carrara. Alla vigilia del campionato, dopo l'antipasto di Coppa Italia, Gualtiero Magnani, azionista e socio unico in rappresentanza del “Gruppo marmo”, esprime le sue speranze e aspettative per questa nuova stagione sportiva. «Questo sarà il centesimo campionato che disputerà la Carrarese, partendo dal primo, che fu nel 1919-20, tenendo conto delle sospensioni per ragioni belliche e rinunce», rivela il professore, che prosegue: «Questo dato dovrebbe essere auspicio di festeggiamenti. Tutto sommato, per quello che è stato il cammino dello Carrarese e vedendo la situazione dello sport italiano, il fatto che la nostra città abbia saputo mantenere la sua squadra in una serie nazionale importante, dovrebbe portarci a essere più ottimisti. Altri elementi inducono ad aspettative positive, in primis la ripartenza che c’è stata dopo la situazione difficile dell'anno scorso. Nessuno avrebbe pensato che la Carrarese si sarebbe ritrovata a lambire la zona retrocessione. Quello è stato un campionato giocato senza pubblico, con la compressione del calendario, e tanti infortuni. Fattori che hanno causato una crisi tecnica che sarebbe potuta essere molto pericolosa». Magnani tiene a rimarcare l'importanza di una «dirigenza che ha saputo affrontare l’emergenza in maniera quasi indolore. Abbiamo assistito all’allontanamento involontario della struttura tecnica della squadra. Tutto è avvenuto in un clima disteso, senza tensioni. Si deve dire ogni bene del vecchio gruppo tecnico – precisa Magnani - da Baldini a tutto il suo staff. Tutti si sono comportati in maniera encomiabile, ma nel calcio possono succedere degli imprevisti. I nostri dirigenti hanno dimostrato di avere la testa sulle spalle. Io vedo basi solide che fanno ben sperare per il futuro, grazie a una proprietà fra le migliori possibili per competenza, capacità ed entusiasmo. Pensate che tra le 60 società di serie C la Carrarese è nei primi 10 posti dal punto di vista dei rapporti con la Federazione, puntualità e correttezza amministrativa. Godiamo della stima del presidente Ghirelli, il quale ha avuto spesso parole di elogio nei nostri riguardi. L'amarezza dell'anno scorso va superata e il rinnovamento in atto mi sembra dei più positivi, a partire da un settore giovanile su cui la società punta fortemente per il futuro, fino alla scelta del nuovo allenatore della prima squadra in Antonio Di Natale. Poter vantare un tecnico con un carisma così illustre come quello di Di Natale non ha tanti riscontri nel nostro passato. Qui sono venuti altri allenatori importanti, ma già collaudati. Antonio, però, è ai suoi primissimi passi e ha investito il suo futuro professionale da noi. Un professionista che da giocatore può vantare oltre 380 partite con l'Udinese, vincendo due volte la classifica marcatori, disputando 12 campionati di serie A consecutivi con i bianconeri e collezionando 42 presenze in Nazionale. Di Natale ha tanto da dare e lo farà nel migliore dei modi».

Un aspetto più discusso è il rapporto con l’amministrazione comunale, che «diciamolo chiaramente, non è dei migliori. Al di là dei rapporti personali, se parliamo di Carrarese e amministrazione, i rapporti non sono al meglio. Lo stadio è stato fermo per tanto tempo e non si è provveduto a un minimo di prosecuzione dei lavori iniziati. Si deve ancora terminare la messa a punto della curva che si unirà alla gradinata. Un lavoro che poteva essere già completato. Una situazione che si trascina da tanti anni. Siamo alla vigilia del nuovo campionato e c'è ancora qualche titubanza. Una situazione che lascia quantomeno perplessi. Mi pare comunque di intravvedere qualcosa di buono. Certo, lo stadio è del 1955, mostra il passaggio del tempo e non gli rimane che il bel panorama da ammirare dagli spalti. In ogni caso qualcosa di più si doveva vedere nei confronti della squadra ed evitare tante polemiche o certi atteggiamenti. Soprattutto secondo me l'amministrazione dovrebbe agire con maggiore trasparenza. Spero che si metta mano alla tribuna, sulla quale esistono sia regolamenti federali, che normative sugli spettacoli pubblici, i quali impongono ad esempio certe predisposizioni per disabili. Il proprietario è il Comune e spetta a lui mettere la tribuna a norma, a meno che non si opti per concessioni a lungo termine. Fatto sta che anche quest’anno la Carrarese non potrà fare abbonamenti per la tribuna nonostante le tante richieste. Il pensiero va anche ai campi di Fossone. Perché la Carrarese non li ha più in concessione? Le squadre azzurre vi si potranno allenare, ma solo col favore di chi ha in dotazione quell’impianto. Il campo è del Comune ed è lui che decide come regolarsi. Desidero pungolare l'amministrazione, perché la Carrarese rappresenta un bene di carattere sociale. Lo sport merita attenzione in tutte le sue discipline. Carrara è sempre stata una città di sport e per un'amministrazione avere una sana attività sportiva, dovrebbe essere un fiore all'occhiello. La Carrarese poi è in una posizione di apice e va tenuta in considerazione, senza privilegi particolari, ma semplicemente adeguandosi alle esigenze di una conduzione sportiva, retta da regolamenti e normative». Ipotesi Andrea Luci a Livorno. «Non prenderei in considerazioni certe voci. Certamente nel calcio può accadere di tutto, ma conoscendo la serietà dei nostri dirigenti e di Luci, il fatto che qui abbia trovato un ambiente non lontano da casa, mi pare che queste voci siano da non prendere troppo sul serio. In futuro Luci sarà sempre in tempo a concludere la sua carriera a Livorno, ma desso è con noi, rivestirà un ruolo importante, gode della fiducia del mister e indosserà la fascia da capitano della Carrarese».

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di Redazione web