Sicurezza
Il presidente Oppicelli e il sogno di una serie C a girone unico
«Una stagione costa 3-4 milioni, la lunghezza delle trasferte non incide molto E poi meglio giocare a Palermo con 10mila spettatori che sotto casa con 50»
Luca Santoni
carrara. La Carrarese verso un girone B tutto da scoprire. Tante novità per la società di piazza Vittorio Veneto, chiamata ad affrontare tante nuove avversarie, ma anche vecchie conoscenze, come le altre toscane. A proposito, la rappresentativa del Granducato cresce definitivamente di numero, col ripescaggio in Serie C della Pistoiese, dopo che il collegio di garanzia del Coni ha respinto il ricorso del Fano. L’obbiettivo della Carrarese sarà quello di ottenere una posizione di classifica nobile, anche in previsione delle ipotizzate riforme, che riguarderanno la terza serie italiana. Gli azzurri vogliono continuare a crescere sotto l’aspetto organizzativo. L’idea è di essere all'altezza delle aspettative a 360 gradi, crescere nel settore giovanile e nelle strutture, cercando di creare basi sempre più importanti, per stare al passo coi tempi.
Tornando alle novità del girone B, questo raggruppamento orizzontale porterà più chilometri da coprire e più disagi rispetto al vecchio girone A? Lo abbiamo chiesto al presidente Fabio Oppicelli che ha risposto così: «Con la Carrarese l’avevamo già fatto anni fa. Affrontammo realtà come Sacilese, Spal, Gubbio, Nocerina, Castel di Sangro e Fano. Qualche trasferta più lontana ci sarà. Per la squadra, fatta qualche eccezione, non credo che ci saranno differenze importantissime. Mediamente questo campionato costa sui 3-4 milioni a società; poi c’è chi ne spende 2 e chi 8. La mia personale opinione è che, l'incidenza di una trasferta lunga sia quasi banale. Se proprio si doveva cambiare, avrei preferito organizzare un campionato unico con copertura nazionale, quindi andare a giocare anche a Palermo, per esempio. Questo avrebbe reso il campionato più affascinante, ma è una mia modesta opinione. Probabilmente in futuro arriveremo ad un format simile e questa modifica porterà anche a un numero minore di squadre. Organizzare una trasferta per Olbia, Palermo o Pistoia, cambia poco. Sì, ci sono diversi chilometri da coprire, ma se si ragiona nell'ottica degli stadi pieni e degli incassi, probabilmente si ammortizzano maggiormente i costi, andando a giocare a Palermo di fronte a 8-10mila persone, rispetto ad una trasferta più vicina, ma con pochissime persone allo stadio».
Se un campionato costa mediamente 3 milioni a squadra, allora una partita mediamente costa 300-400 mila euro. E, ragiona ancora Oppicelli, «giocare di fronte a 50 persone non ha quasi senso. Insomma, secondo il mio punto di vista, la differenza del viaggio, sotto l’aspetto chilometrico, è molto più ammortizzabile, se vado a giocare in un campionato più vendibile ed affascinante, magari con piazze importanti, rispetto a giocare in stadi vuoti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
