Il Tirreno

l’intervista 

«Sogno una Carrarese come la Nazionale»

Luca Santoni
«Sogno una Carrarese come la Nazionale»

Di Natale fa il punto sulla squadra, fra certezze e prospettive Porta aperta ai giovani che dimostrino di essere all’altezza

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Luca Santoni

Carrara. Totò Di Natale sogna una Carrarese come la Nazionale di Mancini. Non sarà una Carrarese di moduli, ma di uomini. Il primo obbiettivo sarà creare un gruppo granitico, per tornare ad essere protagonisti in campionato.

Mister, quali sono le sue aspettative a pochi giorni dall'inizio del pre-ritiro?

Insieme al direttore e alla società stiamo cercando di allestire una squadra giovane. Cominceremo il 19 e avremo tanti giocatori da valutare. Su quello lavoreremo, cercando di mettere in piedi una bella Carrarese, che possa divertire noi e i tifosi. Gli infortunati di lungo corso come Rota o D’Auria si stanno già allenando allo stadio. Insieme a loro c’è anche Pasciuti. Li sto seguendo e tutto sta procedendo per il meglio. Si vogliono mettere in discussione e mi piacerebbe vederli in ritiro in forma, sono giocatori importanti.

Aggregherà al gruppo anche i giovani della Berretti?

Ci sono diversi giocatori interessanti. Li porterò tutti in ritiro con noi e poi vedremo. Siamo quotidianamente in contatto col direttore del settore giovanile. Lavoriamo insieme, perché a me piace molto lavorare con i giovani. Hanno alcuni giocatori interessanti .

Lunedì avete fatto il punto sul mercato. Cos'è venuto fuori da quell’incontro?

Sono cose nostre. Insieme alla società e al direttore stiamo cercando di capire tante cose. Il calciomercato chiude il 31 agosto e può succedere di tutto. Ci sono tanti giocatori interessanti. Qualcuno l'abbiamo preso, con altri stiamo trattando.

Che Carrarese spera di costruire per quanto riguarda gioco e identità?

La Carrarese deve essere come la Nazionale. I numeri contano poco nel calcio. Servono uomini. Devo fare una squadra dove tutti si vogliano bene e si aiutino. Certo, la qualità fa la differenza, ma lo spogliatoio conta più di ogni altra cosa. Se andiamo tutti d’accordo, tra società, giocatori e ambiente, credo che alla fine le qualità usciranno fuori. La Nazionale ha dimostrato proprio questo, attraverso la gestione di Mancini, che ha fatto un lavoro enorme sulla testa dei ragazzi. Quando c’è il gruppo, alla lunga vinci. Secondo me qui a Carrara ci sono i giocatori giusti. Dovranno fare sacrifici dal primo giorno di lavoro. Ci saranno delle regole da rispettare e su quelle io lavorerò molto».

Da giocatore della Nazionale sfiorò il titolo europeo nel 2012. La vittoria dell'Italia rappresenta una rivincita anche per lei?

«No, però, dico la verità: domenica ero tesissimo, come se fossi io a giocare la finale. Abbiamo preso gol dopo due minuti, poi abbiamo giocato a una porta sola per tutta la partita. Sin dall'inizio di questa avventura, ero convinto che l’Italia avrebbe vinto l’Europeo. C’era la giusta atmosfera. Sono cose che ho provato personalmente durante la mia carriera. Se c’è un gruppo di ragazzi che si aiuta sempre a vicenda, vinci, altrimenti da solo non fai nulla».

Sarà una Carrarese stile Italia?

«Viviamo una situazione generale complicata. C’è crisi ovunque e tanti club sono in difficoltà. Noi abbiamo un grandissimo presidente, una persona seria. Sicuramente vogliamo evitare le sofferenze dell’ultima stagione e cercare di fare qualcosa in più. —

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