Gioco
Giorni di riflessione sul futuro assetto della Massese
massa. La delusione per l’eliminazione dai playoff del campionato d'Eccellenza, è ancora altissima in casa bianconera, e non potrebbe essere altrimenti. A Cascina i giovanotti di Matteo Gassani hanno provato sino all’ultimo secondo dei tempi regolamentari prima e dei supplementari poi, a trovare quella vittoria necessaria per volare in finale e continuare a cullare il sogno promozione. Purtroppo non è andata così e la Massese è uscita dai giochi senza subire una sconfitta considerando, oltre alla semifinale playoff, anche la regular season.
Sono dunque giorni di riflessione per tutta la dirigenza e il tecnico, considerando anche la contestazione patita al termine della gara di Cascina. I tifosi infatti hanno manifestato tutto il loro malcontento per l’eliminazione, gli stessi tifosi che il giorno prima della partita si erano stretti attorno alla squadra, caricandola con cori e fumogeni allo stadio “Gianpiero Vitali”. Un malumore espresso sia verbalmente sia attraverso i social facenti riferimento all’universo bianconero. Ecco perché bisognerà ragionare sull’immediato futuro con la giusta serenità quando anche gli ultimi bollori si saranno raffreddati definitivamente. Ipotizzare dunque in che modo la dirigenza zebrata intenda ripartire non è facile; probabilmente le cose saranno più chiare dopo il 30 giugno, quando si chiuderà ufficialmente la gestione della stagione 2020 - 2021.
Per quello che riguarda i giocatori, la dirigenza ha concesso subito il rompete le righe. In questo momento non ci sono elementi scontati o particolari certezze su cui fare leva per una ripartenza, esistono invece tanti punti interrogativi. Insomma, è ancora presto per delineare un quadro preciso sul futuro dello storico sodalizio. Per il momento non si può fare altro che aspettare le mosse societarie, e solo a seguito di queste si potrà aprire un ragionamento sulla permanenza o mendo di determinati giocatori come base sulla quale edificare la ripartenza nel campionato di Eccellenza. D’altro canto, la piazza bianconera è giustamente esigente, giacché custode di un passato importante, racchiuso in oltre cent’anni di storia. Di questo, ovviamente, non si potrà non tenere conto. — Alessandro Tabarrani
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