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Delusione in archivio Ora la Massese pensa alla domanda per il ripescaggio

Aldo Antola
Delusione in archivio Ora la Massese pensa alla domanda per il ripescaggio

Il dg Pantera: faremo di tutto, come già lo scorso ottobre Intanto resta l’amarezza per una stagione finita male

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massa. Massese eliminata dal campo ma anche da un sistema che, per molti, è da rivedere. La domanda di ripescaggio era stata già fatta a ottobre. È stata una eliminazione strana, è vero che queste regole erano state fatte prima della gara ma ciò non toglie che dovranno essere riviste.

Insomma, indipendentemente dalla gara giocata bene o male con giocatori in più o in meno, va bene anche dare alla squadra meglio classificata nel campionato due risultati su tre però dopo stop vantaggi! E va bene anche che la squadra ha fatto tanti pareggi mentre serve vincere! Ma si deve giocare su un impianto regolare, non pretendiamo in Eccellenza lo stadio Degli Oliveti per tutti ma almeno con la presenza dei tifosi sugli spalti.

Siamo stati buoni buoni a casa, e ora che gli stadi sono stati riaperti e ci sono partite interessanti come playoff e altro da vedere, si chiudono le porte?

Ci siamo dati tutti pazienza per il Covid e siamo stati alle regole! E poi c’è un’altra cosa che provoca delusione e rammarico tra la tifoseria che avrebbe voluto sostenere di persona la propria squadra, la Massese: l’altra gara di playoff fra Tau Calcio e Perignano è stata giocata a porte aperte, perché? Col pubblico, come sarebbe giusto.

E non è la prima volta che alla Massese vengono chiuse le porte, ormai la storia si ripete da tempo. Se Cascina Massese era considerata a rischio si poteva dirottarla in un altro impianto, nel pisano ci sono molte squadre con impianti sicuri.

E questo viene confermato dal fatto che la finale fra Cascina e Perignano viene dirottata.

Sembra che non si giocherà più come annunciato a San Giuliano Terme ma forse al Masini di Santa Croce o addirittura a Pistoia!

Se il campo principale del Cascina era inadatto o in fase di ristrutturazione la partita doveva essere giocata da altra parte, un campo migliore, non peggiore del titolare, più sicura, e accontentare gli sportivi.

Non era il caso di credere che da Massa sarebbe arrivata l’invasione e comunque in un impianto idoneo sarebbe state gestita bene. Comunque ormai è andata. Complimenti al Cascina e la Massese è già pronta a rimboccarsi le maniche.

La squadra a Cascina aveva un solo risultato possibile e sarebbe stato interessate arrivare ai supplementari in parità, anche di uomini sul campo. Poi poteva diventare decisiva la paura di perdere ed in queste condizioni tutto era possibile. Purtroppo la squadra ha finito con due giocatori in meno e tutto è andato all’aria.

Nessuno ha preso bene l’eliminazione, la società ma soprattutto i tifosi che al termine della gara hanno voluto un incontro con la società.

Il giorno dopo l’eliminazione dei bianconeri abbiamo sentito il direttore generale Dario Pantera sulla situazione, sul futuro. «È inutile nascondere l’amarezza – ammette – ma avete visto tutti com’è andata la gara. Ora dobbiamo vederci con calma e fare il punto, ma prima dobbiamo staccare qualche giorno, a mente fredda si ragiona meglio».

Al dg Pantera chiediamo se c’è la possibilità di ripescaggio per la Massese. La risposta lascia ben sperare. «Noi faremo di tutto, la domanda di ripescaggio o se ci sarà qualche altra possibilità, l’abbiamo già fatta a ottobre 2020, dopo l’unica gara dello scorso anno giocata con il Montecatini in casa. Sicuramente saremo disponibili, non lasciamo nulla di intentato. Vediamo se uscirà fuori qualcosa».

Dunque si chiude una stagione strana, che rimarrà per sempre nella storia, per un campionato iniziato con una sola gara, interrotto per il Covid, annullato, ripreso in condizioni fantascientifiche con tantissime supposizioni: non si gioca, si gioca in estate e poi la decisione di giocare con le squadre che accetteranno.

E così nacque il topolino del campionato prima a dieci squadre poi continuato con nove per il ritiro del Tuttocuoio.

Sicuramente come molti campionati ricordati come “quello del dopoguerra” questo sarà ricordato quello del dopo pandemia, una stagione fortemente condizionata da quanto accaduto a causa del virus.

Ora soprattutto, c’è il tempo, lavorare sul miglioramento dello stadio Degli Oliveti, rifare il terreno, magari sintetico, e far aumentare la capienza sugli spalti.

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Aldo Antola

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