Il Tirreno

serie c 

«Squadre giovani e affamate» ecco la filosofia di Minguzzi

Luca Santoni
«Squadre giovani e affamate» ecco la filosofia di Minguzzi

Il nuovo direttore sportivo in pectore degli azzurri parla della sua carriera e del suo metodo: mi adatto a ciò che vuole la società, cerco un po’ di follia

3 MINUTI DI LETTURA





carrara. È il giorno di Vincenzo Minguzzi alla Carrarese. Oggi la società di piazza Vittorio Veneto ufficializzerà il suo nuovo direttore sportivo. La scelta è ricaduta su Vincenzo Minguzzi, reduce dall’ottima annata vissuta col Grosseto, una delle rivelazioni del girone A dell’ultimo campionato. Nato a Russi (provincia di Ravenna) il 21 ottobre 1955, Minguzzi, dopo aver lavorato per Teramo, L'Aquila e Acireale, ha legato il suo nome principalmente al Grosseto, di cui è stato direttore sportivo in più occasioni dal 2003 al 2015, contribuendo alla prima promozione dei maremmani in Serie B nel 200. Prenderà il posto, salvo colpi di scena dell’ultima ora, di Gianluca Berti, che ha guidato la Cararrese negli ultimi quattro anni.

Siamo riusciti a intercettare il nuovo dirigente azzurro per un colloquio in anteprima dove l’ex Grosseto non parla ancora da direttore della Carrarese, anche se fra poche ore lo diventerà. Senza scendere nei dettagli dell'operazione, abbiamo chiesto al prossimo ds azzurro di descrivere il suo stato d’animo alla vigilia di una nuova importante avventura.

«Per qualsiasi cosa bisognerà aspettare l'ufficialità», tiene subito a precisare Minguzzi che prosegue: «Aldilà dell'emotività e del piacere di essere stato chiamato da una società importante come la Carrarese, per me è motivo di soddisfazione essere accostato a questa realtà. Per parlare di valutazioni, programmi e decisioni sarà giusto aspettare che sia la società azzurra a ufficializzare la scelta. Io ho dato la mia disponibilità, adesso aspettiamo cosa decideranno loro».

Minguzzi parla poi del suo passato e del suo percorso professionale che l'ha portata a diventare direttore sportivo. «Da giocatore facevo il portiere, poi sono passato a fare l’allenatore dei portieri e l’allenatore in seconda a Pescara. Insomma, sono partito con un lavoro tecnico sul campo. Ho anche il patentino di allenatore professionista. A Pescara ho lavorato con Pierpaolo Marino, attuale direttore dell’Udinese. Mi piaceva il suo lavoro e lui stesso mi spronò ad intraprendere questo percorso. Dopo qualche anno capitò l’opportunità di andare a fare il direttore sportivo a Teramo in serie C2. Stiamo parlando del 1993-'94. Inizialmente sono rimasto sempre in Abruzzo, lavorando per L’Aquila e Lanciano, poi per tre anni ho lavorato con la Roma, come assistente del direttore Franco Baldini».

In seguito, ripercorre ancora la sua storia, « è arrivata la chiamata del Grosseto, dove ho ricominciato a fare il ds, conquistando prima la C2, centrando poi per due anni i play-off e infine vincendo il campionato. Dopo un anno di B col Grosseto sono passato al settore giovanile del Lecce in A, per poi ritornare con Camilli, questa volta al Pisa in D, dove abbiamo conquistato la promozione. Sempre con Camilli sono tornato a Grosseto, per poi passare alla Viterbese, dove ho centrato la promozione in Lega Pro. Dopo un breve passaggio al Rieti, a giugno è arrivata una nuova chiamata dal Grosseto. Mi è stato chiesto di salvarci con un budget ridotto e abbiamo fatto molto bene».

Quanto al metodo di lavoro che il manager adotta, lo descrive così: «Mi baso sulle richieste della società, quello che vuole fare, gli obbiettivi ed il budget che mi mette a disposizione. Mi adatto senza nessuno problema. Tendenzialmente mi piace creare un mix e lavorare con una base di giocatori di categoria, che siano molto affamati, motivati e decisi. Non prescindo dall’inserire un po’ di giovani, perché un po' di freschezza e “follia” servono per dare qualità all'organico. Non mi piacciono squadre compassate troppo piene di vecchi marpioni. In Serie C bisogna correre, avere entusiasmo, “fame” e voglia di emergere. La mia idea è di fare squadre con almeno tre-quattro giovani in campo, poi vediamo», ha concluso Minguzzi, che ha parlato con Il Tirreno in linea generica, senza essere ancora ufficialmente direttore sportivo della Carrarese. —

Luca Santoni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze