Gioco
Musetti incassa i complimenti di tutta Carrara e attira l’attenzione del campione Boris Becker
L’impresa compiuta al Roland Garros con i primi due set vinti contro Novak Djokovic, il tennista numero uno al mondo
il personaggio
Incassa i complimenti dai vari addetti ai lavori e di una città intera (ma non solo), ne parla – criticando il ritiro – un grande nome del tennis (leggi Boris Becker che in bacheca ha tre Roland Garros) e intanto mette nel mirino Wimbledon non prima del diploma. È stato un “day-after” speciale quello del tennista carrarese Lorenzo Musetti. Ed è normale se a 19 anni agli ottavi di finale nel campo centrale parigino vinci due set contro Novak Djokovic, tennista numero uno al mondo. Perché sì, l'impresa comunque rimane con oltre un paio di ore di gioco che hanno tenuto con il fiato sospeso appassionati, sportivi e tanti apuani, incuriositi e incantati dalle prodezze del concittadino che sta scalando il ranking Atp, dopo aver raggiunto la vetta, con tanto di vittoria degli Australian Open 2019 (Junior), di quello under 18. «Non ho mai giocato così bene come ho fatto stavolta, è stata un’esperienza fantastica. Certo mi dispiace perché fisicamente non sono riuscito a reggere sulla lunga distanza, ed è qualcosa su cui dovrò lavorare. Magari può avere influito il match così duro che ho giocato con Cecchinato), non saprei. Ma sono comunque soddisfatto di come è andata, è un’esperienza che mi sarà utile», dice Musetti che dopo i primi due set vinti, il ritorno del numero uno del ranking che ha pareggiato i conti, si è ritirato (sul 4-0 per l'avversario al quinto set). Un ritiro che non ha convinto Becker – nome che non ha bisogno di grandi presentazioni – che ha detto ai microfoni di Eurosport: «Se si affrontano i più grandi del mondo occorre essere pronti fisicamente e mentalmente. Gli astri nascenti non lo capiscono: non è solo questione di gioco, ma di carattere e personalità. Non mi sembrava un infortunio grave, quindi non è sembrata una buona idea fermarsi. Occorre rispettare gli avversari e dire: “Oggi mi ha battuto”. I 6-0 sono test di maturità...», le sue parole. Certo, le critiche, ma anche le belle parole: «Fa tutto piuttosto bene – ha detto Becker su Musetti –. Non ha l’arma eccezionale, ma ha un buon servizio, buon movimento, ha tecnica e convinzione: quest’anno ha già vinto tanto». Una scelta, quella del ritiro, sulla quale la spiegazione è arrivata direttamente dal 19enne allenato da coach Simone Tartarini. «Non ho avuto un vero e proprio infortunio. Mi sentivo stanco, cominciavo ad avere i crampi e avevo dolore alla schiena. Non mi sembrava corretto nei confronti del pubblico continuare così, perciò ho deciso di ritirarmi». Il bilancio, al di là di tutto, è di quelli assolutamente positivi e Lorenzo lo sa bene: «Da questo mio primo Slam – conclude – mi porto a casa tante sensazioni positive e soprattutto ho capito che posso essere competitivo ai massimi livelli, anche contro i migliori del mondo. Ho capito cosa mi manca per stare al passo con loro. Adesso torno a casa, mi allenerò un po' e poi sarò pronto per Wimbledon, che è il mio Slam preferito. Spero di raggiungere la seconda settimana anche lì, ma non posso promettere niente». Prima però penserà alla maturità come ha rivelato nel post-gara. —
Luca Barbieri
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