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Apuania: tutti bravi, anche gli avversari «L’arma vincente è stato Shibaev»

Nicola Morosini
Apuania: tutti bravi, anche gli avversari «L’arma vincente è stato Shibaev»

La società festeggia il quinto scudetto. L’allenatore Merciadri: «Sono contentissimo per me e per i ragazzi»

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Nicola Morosini

carrara. Dopo il punto conclusivo del quinto set che sanciva il tre a due gialloazzurro, messo a segno da parte del russo Shibaev, il Palasport di Avenza esplode in un urlo liberatorio e poco conta se poi il Messina nel set successivo raddrizzerà la gara al definitivo 3-3.

Avendo terminato il percorso in campionato con 19 punti, frutto di nove vittorie ed un pareggio, al comando della regular season, all'Apuania Carrara, guidata in panchina da Alessandro Merciadri, mercoledì sarebbe bastato il pareggio per cucirsi sul petto il tricolore. E così è stato. Per la differenza punti a favore dopo lo scontro diretto coi siciliani in campionato infatti lo scudetto di Tennis Tavolo torna sotto le Apuane dopo un anno vissuto proprio in Sicilia e lo fa grazie all'impresa dei quattro moschettieri azzurri ovvero Mihai Bobocica, Leonardo Mutti, Aleksander Shibaev e Alexey Liventsov oltre naturalmente al tecnico Alessandro Merciadri che ha sofferto e gioito nell’angolo tecnico per tutte le tre lunghe ore e passa del match dispensando consigli ed incitamenti ai suoi ragazzi. Merciadri non ama molto il palcoscenico ed alla richiesta di una sua intervista preferisce rispondere: «Sono contentissimo, per me e per i ragazzi ma è meglio che parliate con il presidente» il suo unico commento.

Ed eccole le parole del presidentissimo Guglielmo Bellotti dopo l’ennesima impresa della sua squadra e della sua società che ha regalato a Carrara il suo quinto tricolore.

«Purtroppo è stata una stagione anomala - commenta il presidente dell’Apuania Carrara - che ci ha costretto a disputare solo il girone d’andata della regular season. Per quanto ci riguarda, ritengo che abbiamo meritato comunque questo titolo».

Quello con Messina è stato davvero un confronto tesissimo fino alla fine.

«Devo veramente fare i complimenti alla Top Spin Messina per come ha gestito questo campionato, impegnativo per tutti. Ci siamo affrontati per due volte e in entrambe le occasioni abbiamo pareggiato. Hanno pesato a nostro favore i 15 punti in più che abbiamo ottenuto nel match della prima fase».

Cosa ha fatto al differenza per la vostra vittoria?

«Avevamo allestito una squadra per vincere e siamo felici di avere centrato l’obiettivo. I quattro titolari, Bobocica, Mutti, Shibaev e Liventsov, hanno dato tutti il contributo che ci aspettavamo e assieme a loro anche gli altri atleti impiegati hanno fatto fino in fondo il loro dovere. La nostra arma vincente è stato Shibaev, che anche mercoledì sera con la sua doppietta è risultato decisivo. Ha spostato la bilancia dalla nostra parte anche Mutti, con il suo successo importante su Rech Daldosso, che finora era imbattuto. Quando siamo andati sul 2-0 la gara si è messa in discesa, ma dopo la loro rimonta sul 2-2 ho anche temuto che potesse verificarsi un ribaltone. Shibaev lo ha evitato e ci ha permesso di festeggiare».

E così è arrivato lo scudetto... che non è certo il primo per voi. Come si sente?

«Questo è il quinto scudetto della società e per me ha un significato particolare, essendo il primo da presidente. Ho assunto la carica a luglio del 2018, un paio di mesi dopo la conquista del quarto e la prima stagione abbiamo perso in semifinale e poi è arrivato il Covid-19. Stavo iniziando a vedere materializzarsi i fantasmi e invece questa volta è andata bene. Grazie a tutti coloro che ci hanno permesso di arrivare fin qui». —

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