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carrarese: IL futuro della societÁ 

Grassi, il presidente dei record: «Ripartiamo dal progetto»

Luca Santoni
Grassi, il presidente dei record: «Ripartiamo dal progetto»

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carrara. «Il destino della Carrarese? Posso solo augurarmi che l’attuale proprietà continui e vada avanti, cercando di fare sempre meglio», così parla il presidente dei record Luciano Grassi, prima socio e poi numero uno della compagine apuana dal 1985 al 2002.

In un momento così delicato per le sorti della società di piazza Vittorio Veneto è sempre utile ascoltare le parole di un grande appassionato come Grassi. Forse più di ogni altra, la sua presidenza fu caratterizzata da una gestione oculata, finalizzata alla valorizzazione di strutture e settore giovanile. Strumenti che permettevano a quella Carrarese di ammortizzare i costi di gestione e confermarsi per anni in una C1, che all’epoca assomigliava più alla Serie B.

«La Carrarese in questi anni – commenta l’ex presidente – è stata portata avanti da gente appassionata, che ha speso parecchio, e mi dispiace che non abbiano raggiunto i risultati che sognavano. Bisogna solo apprezzarli per gli sforzi economici che hanno compiuto. Per come la vedo io, le squadre di calcio sono delle aziende: come tali, bisogna mettere le persone giuste nel posto giusto, e a volte non basta neanche questo. Fare un confronto con la Carrarese può apparire fuori luogo, ma guardate cosa ha fatto quest’anno la Juventus. C’erano le persone giuste al posto giusto, ma poi hanno perso la testa». Abbiamo chiesto a Grassi se a suo avviso la Carrarese dovrebbe ripartire dalla prima squadra, oppure cercare di rilanciare il vivaio. «Il settore giovanile non porta subito risultati – spiega – ma rappresenta il futuro. Non vedo giovani di Carrara in prima squadra. Serve pazienza. È anche vero che dopo un’annata così tribolata, il pubblico si aspetterà risultati positivi. Però, ripeto, bisogna augurarsi che queste persone restino al timone della Carrarese e cercare di invogliarle a continuare, per centrare l’obbiettivo. L’anno scorso c’è mancato davvero poco. Contro il Bari siamo andati ad un passo dalla finale play-off. Ecco – fa notare i vecchio patron – bisognerebbe capire, com’è stato possibile passare dalla mancata promozione della passata stagione, alla mancata retrocessione di questo campionato. Non ho voglia di entrare nei dettagli, perché ognuno ha le sue idee. Sono sicuro, che gli attuali proprietari siano stati i primi ad essere rammaricati per i risultati di quest’anno. La Carrarese mi è rimasta nel cuore e spero solo che questi imprenditori possano andare avanti, ma l’importante è mettere persone giuste nel posto giusto, come accade nelle aziende». Come riusciva la sua Carrarese a reggere il confronto con le corazzate che riempivano la Serie C degli anni’90? «Ai miei allenatori dicevo: “La squadra è tua, ma la società è mia e bisogna parlare tutti la stessa lingua”. Ho sempre sostenuto che quella C fosse un lusso per la Carrarese. Compimmo autentici miracoli, ma per riuscirci dovevamo impegnarci il doppio degli altri». —

Luca Santoni

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