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L’ex ds: «Indispensabili i soldi delle imprese del marmo»

Luca Santoni
L’ex ds: «Indispensabili i soldi delle imprese del marmo»

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Luca Santoni

carrara. Un viaggio tra passato e presente della Carrarese insieme a Giancarlo Guerra. Abbiamo contattato l’ex direttore sportivo della Carrarese, per raccogliere il suo punto di vista sul momento delicato che sta attraversando la compagine apuana. Guerra nella sua carriera è stato braccio destro per anni di Corrado Orrico. Famoso anche il suo ruolo da vice di Franco Scoglio per Lucchese, Torino, Inter, la nazionale tunisina e quella libica. I suoi ricordi sono stati fonte preziosissima per un recente libro dedicato a Scoglio: “Raccontami il Prof” di Roberto Sabatino. Insomma, Guerra è uno che è stato per una vita nel mondo del calcio. «Ai tempi di Orrico negli anni ‘80 – racconta – la Carrarese militava in Serie C, ma era come se fossimo stati in Serie B o A. Corrado era unico e quella società aveva un fascino particolare. Anche allora erano gli imprenditori del marmo a garantire i finanziamenti. C’erano dodici vice-presidenti, che pagavano alla pari, a supporto del presidente Gianfranco Cecchinelli che portava avanti la squadra. Quella Carrarese era un’autentica potenza, una società ricca». Corsi e ricorsi storici. Anche adesso la società di piazza Vittorio Veneto deve le sue fortune al mondo del lapideo, ma il “Gruppo Marmo” che in questi anni ha portato avanti la squadra, sta chiedendo un aiuto a tutto il mondo imprenditoriale cittadino, anche tramite i sondaggi dell’amministrazione comunale. «Di questi tempi – riprende Guerra – o c’è il Comune che mette insieme gli imprenditori del marmo o è dura. Le ricchezze del marmo dovrebbero essere redistribuite per i cittadini e il calcio dovrebbe venire dopo, ma per fare una squadra forte serve un impegno del lapideo. Certo, c’è da tenere conto anche delle difficoltà legate al coronavirus. Un aspetto su cui mi soffermerei, è la provenienza dei giocatori. La Carrarese dei miei tempi (anche quella degli anni ‘90) poteva vantare tantissimi giocatori di Carrara, di Massa e del comprensorio. Ho fatto giocare calciatori come Ratti, Vergassola e Pagani. A quei tempi c’era il presidente Grassi. Io e il segretario Devoti in pratica facevamo tutto da soli. Dipendesse da me, farei ripartire la Carrarese da giocatori del nostro territorio, che comportano anche minori spese di alloggio». Un’ipotesi emersa nelle scorse settimane era quella di una cessione parziale del club a finanziatori esterni, i quali avrebbero portato in dote un nuovo direttore con esperienze nell’ambiente della Sampdoria. «Guardate lo Spezia – spiega Guerra – Lì sono arrivati gli americani. Le proprietà di una squadra di calcio possono venire da fuori città o anche dall’estero, ma ovviamente bisogna sempre capire chi sono. Insomma, c’è caso e caso. Spesso succede anche che arrivino delle “trappole”. Nel calcio italiano tanti si presentano nelle piazze con la promessa, ad esempio, di ricostruire gli stadi. Purtroppo a volte accade che si rimanga fermi alle parole». —

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