Il Tirreno

La serie c 

Carrarese, futuro societario incerto: il primo nodo è lo stadio

Luca Barbieri
Carrarese, futuro societario incerto: il primo nodo è lo stadio

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carrara. Entro la seconda metà di maggio la Carrarese potrebbe conoscere il suo destino. Gli scenari non sono poi molti, d'altronde. Da un lato, con la possibile conferma del cosiddetto “Gruppo Marmo”, rimpolpato con nuove figure a sostegno, da fine mese si potrebbe già pensare a programmare la stagione in terza serie. Solo in quel momento si potrà ragionare sul campo, sul calcio giocato. Dall’altro lato, invece, se l’attuale gruppo di imprenditori del lapideo – al timone dal 2016-2017, seppur con qualche avvicendamento – dovesse fare un passo indietro, riconsegnando a piazza Due Giugno le chiavi simboliche della società, si prospetta un'estate fatta di incognite a scandire un futuro incerto.

Insomma, archiviata una stagione deludente rispetto a quelle che erano le aspettative della vigilia, con la salvezza senza spareggi agguantata alla penultima giornata (e tramite forbice), pronosticare con certezza adesso il futuro giallo azzurro è difficile. Un interrogativo che dovrebbe però sciogliersi nelle prossime settimane nelle quali i vertici societari si confronteranno prima tra loro, per poi presentarsi a palazzo civico per un incontro con l'amministrazione. Un rapporto “irrigiditosi” dopo alcune dichiarazioni social e che sul tavolo vedrà innanzitutto la questione stadio. Infatti, con la speranza di potersi mettere alle spalle l’emergenza sanitaria e di tornare alla quotidianità precedente (e quindi anche allo stadio), il tema dell'impianto e della sua convenzione dovranno necessariamente essere discussi in maniera prioritaria. Al momento il dei Marmi (che ha aperto un paio di volte soltanto le sue porte quest'anno per le disposizioni anti-contagio, a capienza super ridotta) sta aspettando l’ok per l’apertura – parziale – della curva nord (i due quinti, per la precisione), pronta a formare un settore unico con la gradinata. Quest'ultimo è da fine 2018 l'unico settore aperto con la curva ospiti (1.200 posti il primo, 620 il secondo); dopo la "nord" a livello cronologico sarà poi il muro perimetrale in gradinata a finire nel mirino del prossimo cantiere. Dopodiché spazio alla tribuna e ovviamente alla convenzione. Questo il primo punto che finirà sul prossimo incontro tra amministrazione e dirigenza azzurra.

L'altra partita da giocare per vedere la Carrarese ancora tra i pro, mantenendo una tradizione quasi da record, sarà quella per allargare il sodalizio che sostiene economicamente la squadra. Gli introiti con l'impianto chiuso, o comunque con una capienza limitata, sono ridotti all’osso. Non è certamente semplice, a livello economico (ma non solo) soprattutto in questi periodi, mantenere una squadra in serie C. Un patrimonio prezioso, per gli appassionati e per tutta la città, la Carrarese che è nella lista delle toscane tra i professionisti, dopo che nei giorni scorsi ben 4 compagini sono scese in D (Livorno, Lucchese, Pistoiese e Arezzo). —

Luca Barbieri

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