Gioco
Il Gruppo Marmo vuol lasciare, per la Carrarese crisi al buio
carrara. Evitato l'incubo playout, per la Carrarese si prospettano ugualmente tempi difficili. Il “Gruppo Marmo” che da cinque anni sta sostenendo la società di pizza Vittorio Veneto è infatti vicino a gettare la spugna. Anche l'ultimo incontro tra i vertici azzurri avrebbe infatti dato fumata nera e in questo momento le possibilità di un proseguimento dell’attuale assetto societario è vicino allo zero. Si tratta di un vero e proprio allarme rosso che scatta a pochissimi giorni dalla fine della regular season.
L'ipotesi più probabile è che l'attuale proprietà si presenti di fronte al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, per consegnare le chiavi della Carrarese Calcio e affidare il destino del club apuano all’attuale amministrazione comunale. Cosa potrebbe evitare questo scenario tutt'altro che rassicurante? Ad esempio manifestazioni di solidarietà da parte del Comune e delle forze imprenditoriali locali, verso chi ha gestito la Carrarese in questi ultimi cinque anni.
Proprio adesso ritornano alla mente le parole di Silvio Baldini, rilasciate in occasione del suo addio alla Carrarese: «In questi anni ho visto tre persone vicine alla Carrarese: Manrico Gemignani, Alberto Franchi e Claudio Santi. Queste sono le persone che ho sempre visto vicino alla squadra e a me», così parlava l’ex allenatore apuano lo scorso 17 aprile. Insomma, il futuro della Carrarese è più che mai un grosso punto interrogativo. Se il club di piazza Vittorio Veneto vuole continuare ad essere competitivo, bisognerà allargare il fronte di chi sostiene economicamente il sodalizio apuano. Nuovi sponsor o nuovi soci, poco importa, la priorità sarà trovare fondi, per far fronte agli impegni che richiederebbe una nuova stagione sportiva. L'attuale proprietà in questi anni ha compiuto grandi sforzi. Se la città di Carrara vuole confermarsi a certi livelli, sarà decisivo rafforzare numericamente il “Gruppo Marmo”, che nel corso degli anni si è via via sempre più assottigliato. Il segnale che arriva da piazza Vittorio Veneto è chiaro: i numeri sono diventati troppo grandi per sole tre forze imprenditoriali, seppur importanti. Servono più sponsor e più soci pronti a portare avanti la causa azzurra. In caso contrario vorrà dire che la città non è interessata a mantenere nel professionismo la propria squadra di calcio: ultimo grande patrimonio sportivo di livello nazionale rimasto alla piazza di Carrara ed in grado di attirare l’interesse di migliaia di sportivi. Chi potrà sbloccare la situazione? Come sempre la politica avrà un ruolo decisivo. È su questo fronte che si giocherà la partita decisiva, la più importante. La proprietà vuole stringere i tempi. Presto ci sarà un confronto tra i vertici della Carrarese e l’amministrazione comunale, per capire se esistono margini di manovra, sperando di non assistere ad un dialogo tra sordi. —
Luca Santoni
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