Toscana
«Se mi chiedono di restare? Io qui sto bene» Di Natale vede “azzurro”: ora facciamo punti
L’allenatore rinvia a fine campionato le riflessioni sul proprio futuro ma già parla dei campioncini della Berretti E sul tema del giorno, la Superlega, non ha dubbi: «Non sono d’accordo, non mi piace un campionato parallelo»
l’intervista
Luca Santoni
Per Di Natale il futuro è azzurro. Durante il suo primo incontro con la stampa locale, ieri Totò non si è sbottonato su quello che accadrà al termine della stagione, ma contemporaneamente ha tenuto la porta aperta ad una prosecuzione della sua esperienza sulla panchina della Carrarese. Ufficialmente il rapporto tra piazza Vittorio Veneto e l’ex bomber dell’Udinese finirà il 30 giugno, in realtà indiscrezioni parlano di un’opzione di rinnovo già pronta per la prossima stagione.
«Per adesso penso solo a fare queste tre partite e conquistare più punti possibili, sperando che davanti a noi qualcuno faccia qualche passo falso», ha spiegato il nuovo tecnico della Carrarese. «Sarebbe bello centrare l’obbiettivo della società (il sogno playoff, ndr). Se lo meriterebbero la proprietà e anche i tifosi. Io credo che la squadra ci sia, se poi gli altri saranno più bravi di noi, pazienza. Se dovessero chiedermi di rimanere? Sono contento di stare qua. Carrara è una piazza importante. Qui ci fanno stare bene. Il presidente è una persona molto seria. Ho trovato tante persone che danno tutto per il bene della società. L’importante è fare bene le gare che ci restano. Il passo più difficile l’abbiamo fatto contro la Lucchese. L’importante era partire subito bene e ci siamo riusciti. Vediamo cosa succede con le partite che ci restano da giocare. Speriamo di finire a giugno, perché vorrebbe dire essere a giocarci qualcosa d’importante. Quando sarà finita, mi siederò con la società e se ci sarà la possibilità di fare un percorso insieme, io sono a disposizione».
Mister, quali possono essere i margini di miglioramento della Carrarese rispetto alla prima uscita con la Lucchese?
«Questa squadra ha tanta qualità. In rosa ci sono giocatori importanti non solo per la Serie C, ma anche per la B. In quelle cinque sconfitte consecutive avevo visto un po’ di confusione, per questo in settimana avevo cercato di restituire fiducia ai ragazzi e lavorare sulla loro testa. Sotto il versante tattico ho lavorato il giusto. Io utilizzo il 4-3-3. Ho il mio modo di giocare e sono contento, perché in campo i ragazzi hanno fatto la partita che volevo».
Con una settimana in più a disposizione, su cosa lavorerà in vista dell’impegno contro la Juventus Under 23?
«Il mio obiettivo è di vincere tutte e tre le partite. Questo è quello che ho detto anche alla squadra. Qui ci sono tutte le condizioni per fare bene. Contro la Juve ce la possiamo giocare. La Carrarese può contare su tanti giocatori bravi e di valore. In settimana ci prepareremo bene, per andarci a giocare i tre punti con la Juve».
Può presentarci il suo staff tecnico?
«Con me ho solo il mio secondo Marco Ceccomori, di Pietrasanta. È un esperto di tattica. L’anno scorso l’avevo portato con me nell’Under 17 dello Spezia. Con lui mi sono trovato benissimo e l’ho voluto al mio fianco anche qui alla Carrarese».
Come programmerà il lavoro settimanale tipo? «Per me i giocatori sono molto importanti. L’allenatore conta poco. Penso che sia giusto allenarsi una volta al giorno. Non credo a troppi allenamenti. La mia settimana prevederà: martedì una seduta il pomeriggio, mercoledì la mattina, giovedì partitella in famiglia con la Berretti, venerdì di nuovo mattina e sabato rifinitura pomeridiana prima della gara. La mensa tutti insieme? Io ho un’altra filosofia. A mezzogiorno mangeremo qui, ma quando lavoreremo di mattina, i giocatori faranno colazione a casa. Poi di sera saranno sempre liberi. I giocatori devono fare i giocatori. Devono venire al campo e divertirsi, cercare di fare bene l’ora e mezzo di allenamento, anche perché non si può chiedere loro troppo».
Ha avuto modo di farsi di un’idea del settore giovanile azzurro?
«Nella Berretti ci sono tre-quattro giocatori importanti. Non voglio far nomi, ma ci sono elementi che l’anno prossimo potrebbero essere inseriti in prima squadra. Ho visto ragazzi interessanti, poi ovviamente ci vuole coraggio e un pizzico di fortuna. Io sono un allenatore a cui piace molto lavorare con i giovani».
In questo momento nel calcio si parla tanto della possibile Superlega europea dei maggiori club continentali. Lei cosa ne pensa?
«Non sono d’accordo. Non mi piace un campionato parallelo. Per le competizioni esistono la Fifa e l’Uefa. Ci andrebbe a rimettere anche la Nazionale, perché i giocatori di Milan, Juve e Inter sarebbero estromessi dalle convocazioni. Il calcio italiano avrebbe troppo da perdere». —
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