Gioco
«Domenica andiamo in campo per dare tutto Con Di Natale lavoriamo sull’aspetto mentale»
Giovanni Foresta racconta i guai della stagione e lo stato d’animo della squadra in questo momento decisivo per il futuro della Carrarese
L’intervista
Luca Barbieri
È stato il simbolo della Carrarese targata Baldini per quattro stagioni: da pedina preziosa nel centrocampo azzurro fino alla fascia da capitano. Il centrocampista classe 1995 Giovanni Foresta fa il punto della situazione alla vigilia di un rush finale dal peso specifico importante e nel bel mezzo del cambio di allenatore con l’arrivo di Antonio Di Natale sulla panchina marmifera al posto di Baldini (dopo quasi 4 campionati).
Arriva la Lucchese, penultima e, come la Carrarese, fresca di cambio di allenatore. Che partita vi aspettate?
«Al di là dei moduli, la stiamo preparando come se fosse la prima di tre finali. Perché sappiamo bene quanto è importante e – lo assicuro – vogliamo dare tutto per ritrovare i 3 punti. Anche loro ovviamente arriveranno qui per vincere, anche perché si giocano moltissimo vista la classifica, ma troveranno una squadra con tantissima voglia di togliersi da questa situazione. Loro a caccia dei play-out, la Carrarese per evitarli archiviando una stagione diventata complicata... Sapete quanto sono attaccato a questa maglia, a questa città, ho un bellissimo rapporto con tutti, come se fosse la mia famiglia. Non è una situazione semplice, ma lo dico per tutti, non solo per me che sono qui da 4 anni. Ormai siamo arrivati a questo punto, dobbiamo e possiamo solo reagire. Cerchiamo di lavorare per uscirne, remando tutti insieme si può. Però, senza trovare alibi, abbiamo avuto periodi con parecchi infortuni: per un paio di mesi avevamo solo 11-12 giocatori disponibili; poi a un certo punto anche le condizioni del campo d’allenamento non hanno aiutato. Tutto sembrava andare per il verso sbagliato: un’annata così è difficile anche raccontarla. Poi, per carità, ci abbiamo messo del nostro, io per primo, ma non è facile da fuori capire cosa vuol dire giocare in 11 “contati” tante partite o prepararle solo con i Berretti, cambia anche l’intensità. Abbiamo avuto tanti problemi, ma ora non dobbiamo più pensarci. È finito il tempo delle parole e delle promesse, dobbiamo rispondere con i fatti, a partire da domenica sera danno il 1000 per 1000».
Qual è la prima impressione sul nuovo tecnico?
«Credo non servano mie presentazioni sul Di Natale giocatore. Come allenatore ha già fatto capire di avere le idee molto chiare. Si vede che è uno che sicuramente farà carriera come allenatore perché riesce a esprimerle sul campo molto bene. Più che sui moduli e sulle tattiche sta lavorando tanto a livello psicologico, cerca di motivarci, di farci liberare la testa e stare tranquilli. È normale, l’aspetto mentale vuol dire parecchio adesso».
Domanda d’obbligo, visto il rapporto speciale: dopo quasi 4 stagioni i saluti di mister Silvio Baldini. Che effetto ti ha fatto?
«Conoscete il rapporto tra noi e sono il primo che deve ringraziarlo. Ho sempre avuto vicino tante persone, i tifosi e la società, ma per me lui rimane la persona più importante. Ricordo ancora due anni fa che dopo il mio grave infortunio (Carrarese-Pistoiese, dicembre 2018, ndr) si è messo subito a disposizione per il rinnovo; mi è stato molto vicino, non so un altro allenatore cosa avrebbe fatto. Sinceramente credo che tutti i tifosi della Carrarese debbano dirgli grazie: ha riportato entusiasmo, ha creduto in un sogno perché è un sognatore, perché il calcio è emozione. Ci sono stati momenti indimenticabili: da Vercelli, ma anche a Bari, passando per Pisa. Una persona con la Carrarese nel cuore e l’amore per il suo lavoro: stava al campo dalle 6 di mattina alle 20... Quest’anno sono mancati i risultati nel girone di ritorno; sicuramente tutti commettiamo errori, ma di un’esperienza così non possiamo prendere solo questi ultimi. Ha portato una mentalità vincente, grazie a lui adesso qualsiasi giocatore reputa Carrara una piazza importante». —
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