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La prima vittoria è sulla vicenda svincoli

Nelle motivazioni della sentenza Corte di appello federale una piena riabilitazione dei dirigenti e del trainer bianconeri

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massa. Si avvicina la gara di domenica con il San Miniato che segna la ripresa del campionato di Eccellenza, ma la Massese già coglie una vittoria piena: quella sulla vicenda delle squalifiche dei suoi dirigenti.

Il centrocampista Simone Michelotti e il difensore Mariano Rudi parlano con entusiasmo della ripartenza. «Sono felicissimo di essere qua – ha detto Michelotti – - la Massese non ha bisogno di presentazioni. Ho trovato una squadra forte con un allenatore molto preparato, sono qua per vincere il campionato». «Finalmente si riparte – ha fatto eco Rudi – -, a livello fisico abbiamo un allenatore che riesce sempre a portare le sue squadre al top. Abbiamo lavorato duramente e siamo a buon punto fisicamente. Conterà molto anche l’aspetto mentale per riuscire a ottenere la promozione. Saranno tutte finali e siamo pronti a dare battaglia con l'obiettivo di centrare la promozione prima entrando nei play off e poi vincendoli».

Intanto c’è già una vittoria su tutta la linea. Sono uscite le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello Federale della Figc che nelle scorse settimane aveva assolto con formula piena i dirigenti della Massese Giovanni Nepori (presidente) e Dario Pantera (direttore generale), nonché il tecnico Matteo Gassani, spazzando via le squalifiche comminate invece in primo grado dal Tribunale Federale Territoriale. Una vicenda complicata tra la società stessa e due ex giocatori in forza nella scorsa stagione (Alessandro Cela e Stefano La Rosa), con tanto di telefonate registrate, presunte minacce e richieste di danaro. Tutte accuse rigettate in appello. Le motivazioni dell’assoluzione sono state ufficializzate in un comunicato degli avvocati Francesco Rondini, Luca Ulivi e Edoardo Truppa, il pool di avvocati di fiducia della Massese. «La Corte di Appello della Figc – si legge nel comunicato – ha cancellato tutte le squalifiche e la multa di 2.000 euro alla società, accogliendo tutte le motivazioni proposte nel ricorso in appello. In particolare, la Corte evidenzia non veritiero quanto denunciato dal Cela in quanto “ha confermato di essere stato lui stesso a chiedere lo svincolo e non l’allenatore a imporglielo o a pretenderlo con modalità estorsive”. Ancora: la Corte afferma che “non solo che a monte non c’era stata dazione di denaro da parte del Cela, ma che si sarebbe trattato di un tentativo che poteva lambire modalità estorsive posto in essere dal giocatore” E poi: “Sui file audio prodotti dal denunciante la Corte ha affermato che è utto evidente che la prova costruita da una registrazione audio effettuata all’insaputa e senza il consenso delle persone coinvolte è in sé una prova artificiosa, che lede i diritti di chi ne è vittima, e chi si procura dolosamente questa prova deve essere consapevole che sta violando questi fondamentali diritti e che i fatti che intende denunciare dovranno essere dimostrati con altri mezzi di prova di diverso spessore. Ascoltando l’audio si capisce che il denunciante ha diretto la discussione verso i temi che lo interessavano e che ha più volte provocato la reazione del Gassani il quale non era il soggetto titolato a discutere dello svincolo del giocatore”». Insomma, è palese che la Massese e i suoi tesserati «hanno subito atti estorsivi - si conclude il comunicato - e pertanto sono parte lesa in questa vicenda». —

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