Il Tirreno

Una lunga (e tormentata) storia d’amore 

Quattro anni di lotta con il sogno della B sfumato ai supplementari

Luca Barbieri
Quattro anni di lotta con il sogno della B sfumato ai supplementari

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la parabola

Da quella sciarpa messa al collo dai tifosi in Comune alle dimissioni rassegnate nelle scorse ore, ma respinte dalla società con una contro-risposta che si attende in queste ore; nel mezzo quasi quattro anni di Silvio Baldini sulla panchina marmifera. Tutto comincia il 20 giugno 2017, quando nella sala di rappresentanza di palazzo civico gremita viene tagliato il nastro simbolico della sua Carrarese.

Il “gruppo marmo” ha raccolto da un anno (al termine del quale la salvezza è passata dai playout) la società dopo il periodo con alla guida Gianluigi Buffon. Poi le voci di un arrivo del tecnico ex Empoli si concretizzano alla vigilia di una calda estate. È un ritorno, a distanza di 20 anni circa dalla prima volta: Baldini ricomincia da Carrara dopo una “pausa” dalla panchina iniziata dopo Vicenza nella stagione 2010-2011, con una carriera fino a quel momento tra serie A e B. «Sono venuto perché vorrei cercare di fare qualcosa d’importante per questa società e questa città», dice il neo-tecnico apuano alla presentazione e aggiunge, alternandosi ai cori: «Io vengo a zero lire». E ancora: «Vengo solo per conquistare questo sogno: portare la Carrarese dove non è mai stata». Tradotto, la serie B. Inizia così una stagione a due facce, con un girone di ritorno che a suon di gol di Ciccio Tavano vede la Carrarese giocarsi i playoff da settima della classe, con l’uscita di scena nel secondo turno a Viterbo e l’abbraccio a suon di cori con la tifoseria. Il settimo posto viene bissato anche l’anno successivo.

È la stagione 2018-2019, quella aperta dalle dichiarazioni di piazza Alberica a caricare l’ambiente. È l’anno di Vercelli, con la vittoria all’ultimo minuto che regala un altro turno playoff con il sogno che si fermerà soltanto a Pisa (poi in B) davanti ancora agli applausi di un settore ospiti gremito e giallo azzurro. Ma il 2018-2019 è la stagione anche dello stadio off-limits: le trasferte a Pontedera, e le gare a porte chiuse.

E arriviamo alla terza stagione, 2019-2020. Intanto in un paio di anni la Carrarese e il modello Baldini, tra colazioni, pranzi insieme e l’idea di un calcio spettacolare e dal sapore genuino, finiscono nelle cronache nazionali. Tornando all’anno scorso, le aspettative però non si traducono prontamente sul campo: certo, la corazzata Monza corre più forte di tutti, ma alcune prestazioni non vanno giù al tecnico. Qualcosa comincia a scricchiolare dopo la sconfitta di misura contro l’Albinoleffe. All’inizio del 2020, prima della sosta forzata per via della pandemia, una lettera che arriva dopo la sconfitta di Olbia sembra annunciare un epilogo a fine campionato: «Mi scuso di avervi convinto, con tutte le mie forze, a credere in un sogno per la città di Carrara. I sogni non si realizzano con la sola volontà o con il solo desiderio, si avverano», scriveva Baldini, con la risposta della squadra a blindare quel secondo posto (“congelato” dopo lo stop per la questione Covid) che vale i playoff. Il “viaggio” fa tappa a Bari, con la finalissima per un posto in cadetteria che sfuma ai supplementari, ma con l’accoglienza dei tifosi allo stadio dei Marmi che convince Baldini a rimanere per la quarta volta consecutiva sulla panchina. Si apre un nuovo capitolo della storia. Una stagione, quella in corso, mai decollata del tutto e “viziata” dai numerosi infortuni. Domenica la goccia che fa traboccare il vaso: la Carrarese perde per l’ottava volta in casa. In serata la nota delle dimissioni: non è questione di risultati, ma di cuore, parafrasando il pensiero del tecnico. —

Luca Barbieri

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