Il Tirreno

ciclismo giovanile 

Manca una pista in città Il Gs Stradella denuncia le difficoltà degli atleti

Aldo Antola
Manca una pista in città Il Gs Stradella denuncia le difficoltà degli atleti

2 MINUTI DI LETTURA





massa. Iniziamo a fare un viaggio nel mondo del ciclismo giovanile, quello che dai più piccoli arriva fino ai giovanissimi e partiamo dalla società più rappresentativa come storia, numero di atleti e dirigenti: il Gs Stradella. Cominciamo a parlare della situazione attuale con uno dei Ds, Michael Giannelli, una famiglia la sua tutta dedicata alle due ruote e con ottimi risultati.

Ma prima vogliamo spendere due parole sulla cosa più importante per far correre ed appassionare i ragazzini al ciclismo: il terreno di gara, una pista. Purtroppo a Massa non esiste una pista da far pedalare in sicurezza i ragazzini, la più vicina è in provincia di La Spezia, e senza una pista sicura sia genitori che dirigenti della società non lavorano tranquilli sui loro ragazzi. Fino allo scorso anno, con tutti i problemi ed i rischi connessi i ragazzi si allenavano nell’anello intorno allo stadio degli Oliveti, ora è chiuso e comunque non è più possibile. Negli anni precedenti era nato un progetto di pista, negli spazi zona industriale. Un buon progetto con pista al sicuro dotata di tutti i comfort necessari, parcheggi e anche facilmente raggiungibile dall’autostrada, per le squadre ospiti che venivano a gareggiare ma anche per i genitori che seguivano i ragazzi negli allenamenti.

Questo progetto è finito nel dimenticatoio, non si è parlato più. Sembra che fossero stati già trovati anche i finanziamenti. Adesso tutto diventa difficile. «In un momento come questo sarebbe stato importante avere uno spazio per i ragazzini – dice Michael Giannelli – stiamo faticando a trovarli asfaltati e in sicurezza soprattutto ora che non possiamo più utilizzare l’anello dello stadio. Dobbiamo arrangiarci a trovare alternative ed al momento, visto che per i giovanissimi ancora non è stato fatto un programma gare dalla Federazione, dobbiamo trovare strade di fortuna. Attualmente andiamo in uno spazio del lago di Porta ma senza asfalto facciamo fare ai ragazzi (ci sono anche i piccolissimi) una specie di scuola ciclismo, gli insegniamo ad usare correttamente la bici, a usare la mountain bike e tutte queste cose. Un vero peccato, un vero freno perché malgrado questi problemi la bici appassiona e tutti i giorni abbiamo richieste di iscrizione». —

Aldo Antola

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web