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Dilettanti, in tanti pensano di smettere col calcio

Bruno Fazzini

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romagnano. Dopo i tre mesi di non attività per tutte, le società di calcio dilettantistico “scendono” in campo tramite due punti fermi dei loro club come mister Massimo Taurino del Don Bosco Fossone e Gabriele Panizzi, direttore sportivo del neopromosso Romagnano calcio.

Le due compagini sono inserire nel girone A della Prima Categoria, dopo l’esperimento della Coppa Toscana andata a buon fine (come gare giocate senza il fattore Covid)per il primo turno, nel ridotto girone la stagione si è fermata solo alla seconda giornata. I carrarini hanno disputato un solo match – quello contro i garfagnini dei Diavoli Neri – e sono usciti sconfitti tra le mura amiche di misura per poi osservare il turno di riposo nel secondo turno. Invece il team di mister Paolo Alberti esordisce con un colpaccio a Vagli ma cede la domenica dopo il confronto interno contro i versiliesi del Forte dei Marmi.

Inizia la disamina mister Massimo Taurino: «Si tratta di un periodo molto particolare, per il calcio, per lo sport in generale e per tutta la comunità. Speravamo che la sospensione sarebbe durata meno, ma dobbiamo essere pazienti e consapevoli che le restrizioni ci aiuteranno a superare questa pandemia. I ragazzi hanno una grande voglia di riprendere. Si allenano individualmente utilizzando i programmi di allenamento del nostro preparatore atletico, Manuel Borghini, al quale va il mio ringraziamento per la disponibilità e la presenza nonostante la sospensione delle attività. Nei prossimi giorni ci divideremo in piccoli gruppi per poterci allenare al campo, con la mia presenza e quella del preparatore dei portieri Daniele Dantongiovanni. La voglia di vivere il campo è tanta e cerchiamo di soddisfarla, almeno in parte. «Quando riprenderemo si faranno trovare pronti. Per il momento non possiamo fare altro che attendere le indicazioni degli organi competenti nella speranza che riescano a trovare le soluzioni più corrette per poter tornare in campo, in sicurezza».

Molto più cauto per la difficile situazione è il diesse Gabriele Panizzi del Romagnano calcio che sinteticamente analizza la situazione vedendo un futuro inceerto per la ripartenza: «Da fine ottobre a ora poco è cambiato. Non ci siamo più allenati al campo, abbiamo staccato completamente la spina, i ragazzi si sono allenati (chi ne aveva voglia) individualmente con una tabella fatta dal mister. Abbiamo preferito dare priorità alla vita privata e accantonato momentaneamente l’aspetto calcistico. La speranza è quella di tornare alla normalità al più presto, anche se penso che dalla serie D in giù non abbia più senso ricominciare, ma ci atterremo sempre alle decisioni della Federazione. Per il futuro credo che ci saranno molte società che non riusciranno più a iscriversi e molti giocatori che apprenderanno le scarpette al chiodo. È un futuro ancora incerto. Penso che sarebbe opportuno programmare una possibile ripartenza da settembre in poi, ovviamente sempre vedendo all’andamento del virus». —

Bruno Fazzini

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