Il Tirreno

Masitto, il capitano: caricai i miei compagni dicendo «ora portate in campo la città»

Luca Barbieri
Masitto, il capitano: caricai i miei compagni dicendo «ora portate in campo la città»

«Ricordo tutto: l'attesa, l'entrata in campo, il tunnel, la pioggia e il fango, la festa sotto la curva e alla stazione al ritorno»

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Carrara. «Le emozioni di quella partita restano fortissime. Ora da tifoso spero che presto ce ne sia un'altra così memorabile per la Carrarese e i suoi tifosi». I marmiferi a Vicenza hanno un tifoso in più. Lo ripete l'ex attaccante apuano Cristiano Masitto, oggi in attesa di una chiamata con il tecnico (ex allenatore della Carrarese nel 2011-12) Stefano Sottili, dopo l'esperienza a Salò. Masitto era il capitano in quel 2-3 del 3 dicembre 2000 rifilato allo Spezia di mister Mandorlini, Fiori, Zaniolo, Coti, Chiappara, al “Picco”. Un carrarino con la maglia giallo azzurra; capitano in un derby di ormai vent'anni fa.

«L'ho giocato da ex tra l'altro. È stata un'emozione fantastica perché avevo finalmente l'occasione di giocarlo con quella che era la maglia della mia città. Ricordo tutto praticamente: l'attesa in settimana, l'entrata in campo, il tunnel con le forze dell'ordine, la pioggia e il fango, la festa sotto la curva con i tantissimi tifosi e quella alla stazione di Carrara al ritorno. Venivamo da un buon periodo, l'atmosfera ha fatto il resto rendendo di fatto quella vittoria memorabile», ricorda il bomber.

Primo aneddoto di quel pomeriggio, lo scambio dei gagliardetti: in mezzo al campo da una parte Masitto, dall'altra il capitano aquilotto Bordin. «Si vede anche dalle foto, io lo guardo negli occhi da buon carrarino, lui è girato; non ci siamo scambiati neppure i gagliardetti. Un'altra prova a “misurare” un po' il “clima”. Allora ho riportato il nostro alla panchina e ho ripetuto il concetto detto negli spogliatoi: “Il clima è questo, o si entra con l'atteggiamento giusto, oppure non state neppure a entrare...”. Ero stato chiaro anche prima – aggiunge –: “Oggi dobbiamo essere duri come il marmo, quando sentiamo la stanchezza per caricarci guardiamo i nostri tifosi. Portate in campo la città”», rivela Masitto che poi continua: «Loro erano forti ed erano davanti in classifica, ma ci temevano: si percepiva. E poi noi eravamo in un bel periodo, ripeto, con una buona squadra, e il derby è sempre il derby. Il risultato poi lo sappiamo, spesso è figlio di episodi, ma sull'atteggiamento non dovevamo sbagliare e abbiamo vinto proprio sul piano fisico e delle motivazioni».

Settemilacinquecento spettatori, oltre seicento da Carrara con gli azzurri allenati dal poeta Discepoli usciti dal “Picco” con la vittoria firmata dalla doppietta di Salvi e dalla punizione di Granozi. «Ricordo Discepoli che ritardò l'ingresso nel secondo tempo in panchina, con il massaggiatore che andò a richiamarlo. Non si era accorto del ritorno in campo, era completamente immerso nei pensieri e nella tensione. Poi sì, al di là dell'assist a Salvi e della punizione guadagnata e realizzata da Granozi, ricordo gli ultimi minuti a tener palla e a prendere i calci d'angolo (ma anche tanti calci...) per 2-3 minuti. Ma non ero stanco, è stata una partita dura, ma straordinaria e forse sarebbe una partita da serie B oggi», riflette l'attaccante che un paio di settimane dopo quel 3 dicembre diventa protagonista anche nel tabellino nella sfida di Pisa (0-3 finale con doppietta di Masitto appunto e tris di Cavalli).

«Anche quella gara è stata molto bella, sapevo di dover sfruttare tutte le palle a disposizione. Ho trovato subito il gol e poi il secondo ha messo la partita in cassaforte di fatto. Eravamo in crescita; nel girone di andata abbiamo fatto vedere delle potenzialità importanti forse naufragate per vari motivi. Penso ai tanti giovani, a certi periodi, agli episodi, forse con un paio di innesti, chissà..., alla fine ci siamo salvati ai play-out con il Brescello. Con qualcuno ci sentiamo ancora e anche se il tempo è passato a noi in realtà non sembra».

Un tuffo nel passato a distanza di 20 anni, quello fotografato dall'ex attaccante con cui torniamo sulla stagione in corso della Carrarese di mister Silvio Baldini. «Si è costruito qualcosa importante, con una società solida e un grande allenatore. La serie B non è semplice da raggiungere, anche se quest'anno da tifoso mi aspettavo qualcosa in più perché il girone non è irresistibile. Mi auguro che presto ci sia un'altra partita che possa far passare in secondo piano quel 2-3 di ormai 20 anni fa», chiosa Masitto.

Luca Barbieri

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