Il Tirreno

massese 

Preoccupa la proposta del governo sull’abolizione del vincolo sportivo

Aldo Antola

3 MINUTI DI LETTURA





massa

Nessuna nuova sia dalla Federazione che dai campi di calcio per quanto riguarda la categoria dell’Eccellenza e le altre categorie inferiori, compreso le giovanili, e questo è comprensibile perché al momento c’è l’obiettivo della pandemia da combattere con tutte le forze. Dunque pensare al calcio dilettanti è improponibile. Però gli atleti, i dirigenti, e gli sportivi oltre a mantenere il comportamento esemplare per non avere contatti e non far “correre” il virus non hanno altre cose da fare. Ci sono scienziati, medici ed altro personale addetto nella ricerca e nel trovare la soluzione per cui i tecnici del pallone possono benissimo pensare alle cose più concrete alle loro attività.

Dunque il calcio dilettantistico è fermo quasi tutto ad eccezione della serie D che malgrado molti rinvii per casi di contagi sta andando a vanti. Anche se a rilento, visto che le sei giornate fino ad ora in calendario ci sono squadre che non le hanno giocate tutte. Chi ha giocato cinque gare, chi quattro e cosi via. Ma a questo punto sorgono delle perplessità. Perché non aver fermato anche la serie D? Tanto più che si sta andando verso l’inverno più rigido, con campi allentato, ghiacciati, potrà anche nevicare e cosi fra il meteo e il Covid si rischierà di far saltare altre giornate intere. Per fortuna, incrociamo le dita, che il contagio sembra in frenata, l’indice di contagiosità non cresce più ed anzi tende ad abbassarsi. Speriamo. Però per ottenere questo servirà il buon comportamento di tutti e sperare nel vaccino che sembra avvicinarsi. Comunque tutto questo tempo di fermata non dovrebbe essere sprecato ma utilizzato per migliorare il futuro e la ripresa. Pensando anche al miglioramento degli impianti.

E per questo il governo e la Federazione sembrano stiano lavorando. Nel mese di settembre la Federazione ha messo a disposizione delle società un’assicurazione, gratuita, di tutela, per questioni che potrebbero sorgere durante la fermata e la pandemia. Non si sa mai. Il governo questa settimana è uscito con la proposta “dell’abolizione del vincolo sportivo, inteso come limitazione alla libertà contrattuale dell’atleta anche nel settore dilettantistico, entro il mese di luglio 2022”. Una proposta che non ha trovato d’accordo le società specialmente più piccole che si vedono private cosi dell’unica possibilità rimasta di andare avanti. Duro, dopo la proposta presentata dal governo sportivo, è stato il presidente della Lnd Cosimo Sibilla. «Queste norme – sue parole – presentano una minaccia per l’esistenza ed il futuro delle squadre dilettantistiche e delle scuole calcio…. ». Detto alla spicciola le società minori sono sempre andate avanti grazie alla possibilità di vedersi sbocciare un campione promettente cedendolo poi, dietro trattativa, con possibilità di ricavarne il gruzzolo necessario ad andare avanti. Piccoli esempi per la Massese, la cessione del portiere Pastine come di Vinazzani, Mosti e altri consentirono di andare avanti altre stagioni. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web