La protesta
Il dg Pantera: fronte comune contro le nuove regole
massa
Fanno ancora discutere i decreti di riforma dello sport, presentati nei giorni scorsi dal Ministro Spadafora. Sono già molte le società che si sono dichiarate fortemente contrarie (Massese compresa) alla fine del vincolo di tesseramento per le società dilettantistiche e la l’equiparazione del calciatore a quella del lavoratore sportivo con tutte quello ne consegue. Soprattutto, le società si sono lamentate sottolineando come, a livello giovanile, tutti gli sforzi fatti per valorizzare i ragazzi all’interno di una società verrebbero completamente vanificati. Com’è noto infatti, il vincolo di tesseramento prevede che il calciatore resti legato alla società con cui ha firmato dal compimento del sedicesimo anno di età sino al compimento del venticinquesimo. La valorizzazione del settore giovanile per molte società è una fonte importante di sostentamento che con l’abolizione del vincolo verrebbe a mancare. In ogni caso, come lo stesso Spadafora ha spiegato, queste nuove regole entrerebbero in vigore con gradualità per essere completamente a regime nel 2022. «Speriamo che si faccia fronte comune per bloccare queste nuove norme che ci lascerebbero con un pugno di mosche», ha dichiarato nei giorni scorsi il direttore generale della Massese, Dario Pantera. Il movimento dilettantistico cercherà dunque in tutti i modi di cambiare le norme previste nei decreti già a partire dai prossimi passaggi istituzionali. Insomma, la battaglia è solo cominciata. —
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