Attenzione
La riforma sul tesseramento non piace proprio a nessuno
massa
Hanno già suscitato un vespaio di polemiche i decreti di riforma dello sport presentati un paio di giorni fa dal Ministro Spadafora e approvati dal consiglio dei ministri. Il punto che ha innescato reazioni molto dure, è quello riguardante la fine del vincolo di tesseramento per le società dilettantistiche e l’introduzione di nuove norme per il lavoro sportivo.
Il vincolo non è altro che il legame che si crea tra un atleta e una società e che dura dal compimento dei 16 anni fino al compimento dei 25 anni. Una vera e propria rivoluzione volta a favorire la libertà sportiva del giocatore dilettante ma che non appare tutelare gli investimenti delle società sui propri atleti. Il primo a bocciare la riforma è stato il presidente della Lega nazione dilettanti, Cosimo Sibilia.
«Le norme sul vincolo sportivo presenti nei decreti attuativi rappresentano una grave minaccia per l’esistenza del calcio dilettantistico a partire dalle scuole calcio. Il vincolo di tesseramento - ha attaccato Sibilia -, rappresenta un elemento essenziale di sussistenza per ogni singola società dilettantistica e pertanto va mantenuto così com’è dal momento che non esistono forme di indennizzo che possano surrogarlo. Inoltre, non si può, men che meno in questo momento, mettere sulle spalle delle società dilettantistiche anche il fardello dei rapporti di lavoro, visto che si tratta di realtà che hanno già pesanti costi da affrontare e che basano la loro opera sul volontariato. Chiediamo l’intervento della Federazione per evitare l’estinzione di migliaia di società».
Una posizione condivisa dal presidente del Comitato Regionale Toscana della Lega nazionale dilettante, Paolo Mangini. «Non possiamo che essere d’accordo con il presidente Sibilia quando parla di catastrofe - ha tuonato Mangini -. Un sistema costituito da migliaia di società che grazie all’opera di tanti volontari svolgono un ruolo fondamentale per la formazione, non solo sportiva, di migliaia di giovani che deve essere salvaguardato e difeso. Auspichiamo che, già dai prossimi passaggi istituzionali, queste norme siano profondamente cambiate».
Norme che, se approvate, ovviamente riguarderanno anche la Massese che ha commentato quanto sul tavolo con il suo dg Dario Pantera. E che ovviamente non hanno riscontrato esattamente una posizione di apertura entusiastica da parte del dirigente delle zebrette.
«Queste norme non ci trovano d’accordo - ha commentato Pantera - ma d’altro canto non siamo noi che dobbiamo decidere. In questo modo si rischia di restare con un pugno di mosche alla fine della stagione, quindi speriamo che si faccia fronte comune affinché queste norme vengano bloccate». Insomma toccherà aspettare e vedere che cosa succederà.
Alessandro Tabarrani
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